EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Notizie

Patanè: "Un nuovo piano del Turismo non basta"

01/08/2019 08:35
Il presidente di Confturismo a tutto campo davanti all'Osservatorio per il Turismo: gli investimenti mancanti e necessari alla ripresa, la futura Alitalia, la vicenda di Arkus

Non ha una visione rosea del futuro del turismo Luca Patané, presidente di Confturismo, e lo dichiara subito senza peli sulla lingua, di fronte al mondo della politica presente al convegno dell’Osservatorio per il Turismo, forte dei numeri della ricerca “Fiducia sostenibilità e competitività nel settore turistico” dell’Università Milano Bicocca appena presentata.

Voce fuori dal coro, il presidente afferma che “nonostante i pochi investimenti nel settore, la nostra immagine nel mondo riesce a sovvertire tutti i gap della nostra industria”. Ma non è abbastanza: “Abbiamo visto il piano Gnudi, poi il piano Franceschini, ora abbiamo un nuovo piano, ma parliamoci chiaro, occorrono investimenti per far crescere il Pil perché - a fronte di una buona spesa degli stranieri - c’è una decrescita del mercato interno, e un aumento della sfiducia degli italiani”. Sostenibilità e unità di intenti sono al centro dei bisogni del turismo, secondo Patanè, che chiede al ministro un impegno su qualità del turismo, formazione e digitalizzazione, al passo con le aziende che “vogliono sentirsi parte di una visione d’insieme”.

Tranchant il commento che gli chiediamo a margine sulla vicenda Arkus. “Non posso dire nulla, avrei voluto dire quello che pensavo sette o otto mesi fa, ma ho preferito e preferisco anche ora stare a guardare quello che succede; non vorrei che dicessero poi che arrivano dove arriveranno a causa delle mie dichiarazioni, perché già mi è capitato: da osservatore esterno quella di Arkus è una storia già scritta, posso solo dire che non avendo un contratto con loro, non ho mai incitato alla vendita del loro prodotto”.

Infine, su Alitalia il manager si augura che la compagine annunciata sia confermata a settembre, con Delta “che ha un serio piano industriale”. “E’ una sfida importante per il nostro Paese - aggiunge - e spero che sia l’ultima volta, che Alitalia rappresenti finalmente un asset per l’Italia e non un debito”. E’ ottimista sulla formula pubblico/privata dell’azienda: “Alitalia pubblica è stata un disastro: abbiamo visto il susseguirsi di manager che hanno fatto perdere molti soldi, poi è stata la volta dei ‘Capitani Coraggiosi’, e quella di Etihad è stata un’altra spoliazione; ora mi sembra che la formula mista sia l’unica possibile, perché il pubblico è da sempre il regno dei raccomandati, degli amici degli amici, dei voli in perdita perché messi su rotte necessarie politicamente: la storia di Alitalia è costellata di occasioni perse”. l.s.


TAGS

QUESTO ARTICOLO MI FA SENTIRE

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte