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Tassa sui giganti della tecnologia: la Francia non retrocede

19/07/2019 10:20
Il Paese non cede nemmeno di fronte alle minacce di azioni legali da parte degli Stati Uniti. E la palla passa al G7. Il ministro francese prevede un "corridoio" internazionale di imposta sulle società, con aliquote minime e massime

La tassa digitale sui giganti della tecnologia (approvata la scorsa settimana dalla legislatura francese), fa discutere, ma la Francia sembra non avere intenzione di retrocedere di un passo di fronte alle minacce degli Stati Uniti di azioni legali contro i suoi piani, come si legge su fonti di stampa estere.

Il ministro delle Finanze francese, Bruno Le Maire, in una intervista rilasciata a The Guardian, è stato molto chiaro: "Non ci arrenderemo mai. Stiamo implementando una tassa digitale sui giganti digitali perché pensiamo che sia un modo giusto ed efficiente di tassarli", ha affermato.

L'unica cosa che potrebbe far cambiare rotta, ha asserito il ministro francese, potrebbe essere concordare, a livello internazionale, un accordo migliore per tassare le imprese. L'auspicio è che la riunione dei ministri delle Finanze del G7, che si è tenuta mercoledì a Chantilly, possa trovare un compromesso in grado di aprire la strada a un più ampio accordo successivo per la cooperazione e lo sviluppo economico. Il ministro spera che il G7 accetti in linea di principio un "corridoio" di imposta sulle società, aliquote minime e massime.

"Abbiamo chiarito fin dall'inizio che non appena verrà adottato un compromesso a livello di Ocse, ritireremo la nostra tassazione nazionale, ma finché non ci sarà una soluzione internazionale implementeremo la nostra soluzione", ha dichiarato il ministro.

Intanto, gli Stati Uniti hanno aperto un'indagine in merito all'approvazione della legislazione francese, accusando anche il ministro Le Maire di individuare imprese tecnologiche statunitensi di successo e di violare i principi della doppia imposizione.

Dal canto suo Le Maire non si tira indietro sul principio in base al quale i giganti digitali siano tassati allo stesso modo, è questo, infatti, uno dei temi dell'attuale presidenza francese del G7. Nello specifico, le imprese digitali pagano meno tasse, in parte perché è più difficile determinare dove su internet sono state realmente generate le loro entrate, soprattutto se le imprese possono trasferire i loro profitti in Paesi a bassa tassazione come per esempio l'Irlanda.

E' conosciuta come la tassa Gafa - acronimo che sta per Google, Apple, Facebook e Amazon - la legislazione impone un prelievo del 3% sui ricavi annui totali delle più grandi imprese tecnologiche, che forniscono servizi ai consumatori francesi. "Abbiamo lavorato a questa tassa digitale per oltre due anni a livello Ue e, purtroppo, non siamo riusciti a trovare un compromesso con gli altri Stati membri perché quattro Stati - Irlanda, Danimarca, Finlandia e la Svezia - si sono opposti a ciò. Ecco perché alla fine abbiamo deciso di andare avanti a livello nazionale, ma voglio sottolineare che siamo una nazione sovrana e prendiamo le nostre decisioni in materia di tassazione come nazione sovrana, e continueremo a farlo", ha detto il ministro.

Inoltre, ha aggiunto che il piano francese non conteneva alcun elemento di discriminazione anti-Usa. Il ministro ha poi sottolineato che i giganti di Internet "non pagano lo stesso livello di tassazione delle altre società private, 14 punti in meno di tassazione per i giganti digitali rispetto alle altre società private, comprese le Pmi", invocando "un sistema fiscale equo" per il nuovo modello digitale che si è venuto a creare che ruota intorno al business dei Big Data.

In merito alle intenzioni degli Stati Uniti, li ha invitati a non procedere con azioni legali contro la Francia. "Siamo stretti alleati e, tra alleati, il modo migliore per risolvere le difficoltà non è entrare nella logica delle sanzioni e delle rappresaglie. Il modo migliore è sedersi insieme attorno al tavolo per cercare compromessi ed è esattamente quello che intendo fare con la mia controparte, con il segretario del Tesoro, Steven Mnuchin", ha detto Le Maire.


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