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Caraffini: "Ecco la mia idea di bollino blu"

18/07/2019 08:54
Secondo il manager dovrebbe riguardare diversi attori della filiera, con un ente terzo, magari le associazioni di categoria, che certifichino le buone pratiche sulla base di determinati requisiti

L'idea di un bollino blu per il settore ha destato interesse. Ne abbiamo parlato qualche giorno fa su questa agenzia di stampa, in relazione all'idea lanciata dalla Cgil per la Regione Puglia, per le realtà aderenti al contratto collettivo, colta da Fiavet, che ha espresso l'intenzione di poterla estendere a tutta Italia. Bene. Dal fronte della distribuzione organizzata c'è chi fa un passo in più e lancia la sua proposta al mondo delle associazioni di categoria. 

"Per le adv serie e strutturate sarebbe un gran vantaggio avere questo bollino blu, un tema di cui si è parlato tanto anche tempo addietro". Esordisce Luca Caraffini, a.d. di Geo Travel Network, ma a detta del manager "dovrebbe racchiudere diversi attori della filiera con un ente terzo che certifichi le buone pratiche". Il pensiero del manager è chiaro, per avere il bollino blu bisogna dimostrare di essere in possesso di determinati requisiti. 

E Caraffini entra nel merito di quelli che potrebbero essere i requisiti da valutare. Per esempio "disporre di sistemi di pagamento strutturati - esemplifica il manager -, oppure l'adv deve aver seguito dei corsi aggiornati sul sistema assicurativo, ma anche sul prodotto dei t.o. che vende, di cui deve dimostrare di conoscere le caratteristiche. In quanto se creo delle aspettative alte nel cliente che poi possono essere disattese in quanto non sono stato in grado di spiegare bene il prodotto, vuol dire che ho fatto una vendita fatta male, che poi ingenera lamentele". 

Il discorso del bollino secondo Caraffini non riguarda solo il canale agenziale, ma tutto il settore. Nel caso dei t.o. per esempio un tema da valutare è "quando non danno risposte certe alle adv in determinate tempistiche per la risoluzione di un problema, per esempio utilizzando piattaforme tecnologiche che aiutino i network nei processi per operare. Negli altri Paesi - afferma Caraffini - agiscono tutti sullo stesso campo di gioco, noi, invece, abbiamo sistemi fatti in casa con piattaforme che fanno fatica a parlarsi tra di loro".

Come fare ad assegnare il bollino? Il sistema di assegnazione potrebbe basarsi su requisiti che adv e t.o. possiedono, che corrispondono ad un determinato punteggio. Il tutto è ovviamente "in funzione dell'utente finale", per salvaguardarlo sempre di più.

Il discorso secondo il manager potrebbe interessare anche il fronte alberghiero, valutando per esempio quelle strutture che "riconoscono il lavoro della filiera con comportamenti virtuosi".

Chi dovrebbe assegnare il bollino? Secondo Caraffini dovrebbe essere "un ente terzo, le associazioni di categoria potrebbero fare da arbitro, definendo il campo d'azione. Le prime ad avvantaggiarsi sarebbero le tante adv che oggi fanno fatica a diversificarsi sul mercato - afferma il manager -. Però, se mi strutturo, mi adeguo e voglio crescere il cliente lo deve sapere, da qui l'assegnazione del bollino".
Un riconoscimento che potrebbe essere apposto anche sui cataloghi, per segnalare che l'operatore in questione è "un operatore da bollino blu", appunto. "E' un percorso che non è mai stato scritto, ma che si può attuare, però le associazioni dovrebbero marcare i punti più importanti per ognuno. Siamo in un mercato in cui tutti vendono tutto a tutti, pertanto bisogna distinguersi con la qualità, il che vuol dire corsi di formazione".

In tutto ciò che ruolo hanno i network? "Dovrebbero attivarsi in un sistema di verifica dei comportamenti delle adv, certificando il percorso di formazione". Un percorso che potrebbe comportare delle spese per la sua attuazione? Secondo il manager si tratterebbe solo di "un minimo organizzativo". Il tutto è più da vedersi dal punto di vista della messa in atto, dell'operatività. In cambio "sarebbe premiato il lavoro di chi vuole crescere e vuole far crescere il settore. Il bollino blu farebbe bene a noi e all'intera filiera".
Dal canto suo il manager osserva che, "fin dove siamo riusciti noi come settore lo abbiamo fatto, dove non arriviamo subentra la legge, così come è stato per il fondo di garanzia o sul fronte assicurativo, che ha visto limitare il campo d'azione delle adv. Sarebbe quindi più vantaggioso per noi se fosse il settore stesso a sviluppare maggiori tutele piuttosto che dover sottostare ai dettami altrui". s.v.


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