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Alitalia: no a tagli dell'occupazione

17/07/2019 13:00
Di Maio: seguiremo il piano da vicino. Atlantia fa pressing per il lungo raggio e migliori servizi a terra. Sindacati: ok all'assetto azionario

"Seguiremo la struttura del piano industriale che deve essere sui voli di lungo raggio e non deve sacrificare l’occupazione". Queste le parole del ministro dello sviluppo economico Luigi di Maio su Alitalia, dopo che Ferrovie dello Stato ha scelto Atlantia quale partner da affiancare al Tesoro e a Delta Air Lines nella cordata per il salvataggio della compagnia aerea. Il Corriere della Sera segnala che nei prossimi giorni ci saranno i primi incontri tra i componenti della cordata per predisporre le prime azioni, partendo dal piano elaborato da Fs e da Delta Air Lines, che prevede il rilancio della compagnia aerea entro il 2023. Secondo La Stampa in realtà gli esuberi dovrebbero essere appunto tra i 1.700 e i 2.000 (sugli 11.500 lavoratori totali), in pratica lo stesso numero di chi è attualmente in cassa integrazione. A subire di più dovrebbe essere il personale di terra. Prima però c’è da affrontare la discussione sul piano industriale. Atlantia ritiene che Alitalia debba fare di più per incrementare gli introiti allargando la rete del lungo raggio, in particolare verso bacini ricchi come il Nord America e l'Asia. La bozza di Fs e Delta, scrive ancora Il Corriere, è un inizio perché prevede l'introduzione della tratta Roma-San Francisco (stagionale) e Roma-Shanghai, che rappresenterebbe il ritorno in Cina. Ma ulteriori nuovi collegamenti avranno bisogno dell'assenso di Air France-Klm che secondo alcune fonti potrebbero avere un ruolo più ingombrante. Altro nodo critico sono i servizi di terra di Alitalia che secondo Atlantia devono essere migliorati allineandoli a quelli forniti da Adr a Fiumicino.

Intanto i sindacati non hanno mancato di esprimere la loro posizione, plaudendo alla definizione dell’assetto azionario, ribadendo la necessità di un piano industriale e di una riforma del trasporto aereo e confermando lo sciopero generale del 26 luglio. “Dopo mesi di rinvii e di dichiarazioni contrastanti, riscontriamo con favore la definizione dell’assetto azionario della futura Alitalia, che deve finalmente segnare una nuova fase, in cui nuovi azionisti e Governo passino dalle parole ai fatti, avviando con le organizzazioni sindacali il confronto sul piano industriale e sulla riforma del trasporto aereo”, hanno dichiarato il segretario generale, Claudio Tarlazzi, e il segretario nazionale, Ivan Viglietti della Uiltrasporti, che proseguono: “Siamo convinti che l’impegno assunto in prima persona dal ministro Di Maio, di vero rilancio di Alitalia, possa concretizzarsi solo se eviterà di passare per un ennesimo piano di tagli di flotta, personale e salari, che in poco tempo non farebbe altro che riconsegnarci una compagnia di nuovo in agonia, e un settore tanto strategico quale è quello del trasporto aereo, ancora in crisi. Non intendiamo vivere ancora progetti fallimentari". Per rilanciare Alitalia, spiegano Tarlazzi e Viglietti, occorre "un progetto ambizioso, con investimenti importanti sulle aree di business cruciali quali flotta, handling, manutenzione, facendo crescere la compagnia sul mercato di lungo raggio anche attraverso una rinegoziazione delle alleanze internazionali. È urgente riformare il quadro nazionale delle regole del trasporto aereo, per garantire condizioni eque di competizione tra imprese".

Si ricorda che il tempo concesso dal Ministero dello Sviluppo Economico ai membri della cordata che si candida a farsi carico di Alitalia è di due mesi: il Mise ha infatti fissato al 15 settembre il termine per la presentazione dell'offerta vincolante e del piano industriale per l'ex compagnia di bandiera. Del dossier Alitalia, rammenta Repubblica, si occuperà anche il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli che oggi pomeriggio risponderà a una serie di interrogazioni sul tema in Parlamento a proposito del rilancio della compagnia, del piano industriale e del ruolo di Atlantia.

 

 


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