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“I player europei alla svolta, modelli obsoleti da superare”

05/07/2019 14:51
La versione di mercato di Domenico Pellegrino, ceo del Gruppo Bluvacanze, che si interroga sul futuro del settore

I grandi modelli di business internazionali sembrano entrati in crisi. Thomas Cook ha a che fare con conti non propriamente soddisfacenti e considera un’evoluzione in chiave marketplace e Tui, numero uno in Europa, ha appena varato tagli per 450 risorse umane. Ne abbiamo parlato con Domenico Pellegrino, ceo del Gruppo Bluvacanze, che con la capogruppo è presente in ben 48 Paesi.

“Queste aziende – commenta il manager - sono alla ricerca di soluzioni per modelli ormai obsoleti, che hanno espresso una loro forza, poi però non hanno trovato elementi di crescita. Avevano una capacità e presenze forti e poi progressivamente hanno perso per rimanere fedeli a se stessi”. E cita esempi come Blockbuster per le videocassette, che aveva presenza, distribuzione, brand, tecnologia, capillarità e però è entrato in crisi. O ancora Blackberry nel settore della telefonia. “Vendevano solo i loro prodotti, attraverso forti concentrazioni in determinate aree ma poi il modello di business è stato superato”.

Quando gli si chiede se c’è un modello che prenderebbe ad esempio cita il “customer care di Amazon, questo sì che è un modello da imitare. Se parliamo di agenzie indipendenti, possiamo dire con certezza che non si occupano mai di customer care”. E poi sottolinea il valore del servizio: “Il 70% dei millennial americani dichiara di preferire l’esperienza di acquisto in uno store fisico ed è disposto a pagare di più. Ma bisogna rappresentare un valore e dare un mix offline e online – aggiunge -. L’esperienza bt ci porta in dote una relazione evoluta,con sistemi di pagamenti adeguati ai tempi”.

E fa l’esempio della partnership con Banca Sella e dei sistemi di cash in per il contante in agenzia. Sull’evoluzione del tour operating in chiave “marketplace”, spiega che “è un problema non di strumenti, ma di prodotto. Si è visto che la standardizzazione funziona per alcuni clienti e sempre meno per una parte più vasta di loro. Consideriamo che fino a dieci anni fa il settore produceva oltre 10 miliardi di volumi e ora si sono dimezzati mentre il consumo di turismo è in crescita costante. Il marketplace non è comunque un modello che mette in crisi le agenzie, semplicemente si rivolge a chi compra cose diverse”.

Sul futuro del mercato annuncia: “Siamo in fase evolutiva, tra qualche anno il settore turistico subirà un cambiamento massivo con l’uso dell’intelligenza artificiale, si arriverà ad una razionalizzazione del settore, che non si baserà più su piccoli commercianti autoreferenziati, ma su strutture corporative di riferimento che rappresenteranno garanzie per il consumatore. Lasciare il settore nella giungla, dove molti ancora sopravvivono non ha senso”. l.d.


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