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Alitalia, in cassa "solo" 460 milioni di euro

04/06/2019 10:28
Secondo i conti fatti da Stefano Paleari, uno dei tre commissari della compagnia, il vettore ha registrato una perdita di 26 milioni di euro da febbraio a fine maggio

Stefano Paleari, uno dei tre commissari di Alitalia, a margine dell’assemblea Iata, minimizza: "Non c'è un problema di soldi, la cassa si esaurisce ma non si consuma. E i 460 milioni di euro registrati a fine maggio sono sufficienti per tutto il 2019". I soldi in cassa di Alitalia a fine maggio si sono ridotti a 460 milioni di euro - meno 26 milioni di euro - rispetto ai 486 milioni di febbraio. Secondo Paleari, "la cessione dovrebbe essere completata molto prima della fine dell'anno, il termine per l'offerta è infatti il 15 giugno".

La disponibilità finanziaria di Alitalia è stata assicurata dal prestito di 900 milioni di euro concesso dal precedente governo Gentiloni dopo il commissariamento del 2 maggio 2017. La compagnia aveva solo 83 milioni in cassa e ha dovuto depositare 118 milioni alla Iata, in garanzia. A fine 2018 i depositi erano saliti a 193 milioni di euro.

Secondo quanto riportato dal Sole 24 Ore, fonti esterne ritengono che la cassa potrebbe esaurirsi entro l’autunno, quando si vendono meno biglietti. Situazione che Paleari ha escluso. La cassa comunque è gonfiata dagli incassi per la pre-vendita dei biglietti dei voli estivi, il periodo di maggior traffico. Secondo Alitalia, i biglietti pre-venduti dell’estate valgono un po’ meno di 600 milioni di euro. Paleari ha osservato però che solo metà di questa somma è dentro le casse dell’azienda. L’altra metà sarebbe trattenuta nei canali di vendita per l’eventuale rimborso dei biglietti acquistati con carte di credito, in caso di annullamento delle prenotazioni. "Anche quando Alitalia è stata commissariata c’erano biglietti pre-venduti, per 531 milioni, tutti nella compagnia perché non c’era il commissario", ha affermato Paleari.

In caso di ulteriori allungamenti dei tempi della vendita la situazione di Alitalia diventerebbe più critica. Nel frattempo, la flotta è diminuita di un aereo a 117, perché a marzo è scaduto il leasing di un Airbus 321.

In merito alla vendita, resta ancora da capire se Fs riuscirà a perfezionare l’offerta con Delta e a trovare il socio che manca. Torna in auge l’alternativa Lufthansa, che non ha presentato una vera offerta e punta a rilevare poco più di metà di Alitalia, con 5mila esuberi.


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