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Estate 2019: pacchetti turistici rincarati di almeno il 10%

22/05/2019 10:14
Sul pricing finale pesano il costo del lavoro maggiore, la burocrazia aumentata, gli adempienti per le imprese, i costi di gestione, osserva Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi

L'estate in adv non è ancora partita. "Sulla stagione stanno incidendo le condizioni metereologiche che stiamo vivendo. Il fronte del tour operating sta reagendo incentivando molto le vendite, però la situazione non è quella attesa". E' quanto afferma a Guida Viaggi Gianni Rebecchi, presidente di Assoviaggi

Il quadro attuale? "Il prodotto Italia nelle agenzie è fermo, non solo per il clima che non induce a prenotare, ci sono anche altri elementi, uno per esempio è legato al fatto che il Belpaese si può auto-prenotare, ossia i portali concedono condizioni di prenotazione incentivanti, non prevedendo penali in caso di cancellazioni. Inoltre, il prodotto Italia è soggetto a dinamiche di prenotazione differenti". 

E' sotto gli occhi di tutti il ritorno del Mar Rosso in agenzia, in particolare di Marsa Alam, "che conta numerosi repeater", osserva Rebecchi e della Tunisia, con Djerba in particolare. Un prodotto su tutti si distingue in fatto di performance, sono le crociere, come sottolinea il manager, "che non stanno risentendo e sono diventate un prodotto trasversale quanto al target, cominciano ad essere scelte da tutte le fasce d'eta". Beneficiano di "un'importante comunicazione fatta dalle stesse compagnie a livello di media, con campagne di marketing interessanti e un pricing aggressivo".

Il dato di fatto messo in luce da Rebecchi è che "sui pacchetti turistici quest'anno c'è un rincaro importante rispetto al 2018, mediamente di almeno un 10%. Spesso mitigato da iniziative commerciali incentivanti, quali advanced booking o prenota prima, non si ha però la percezione del prezzo finito reale, dovuto anche ad una disponibilità di posti dinamica, ossia c'è chi propone il prezzo finito, ma con disponibilità che si esauriscono. Bisogna considerare, poi, che le famiglie sono attente al pricing più degli altri anni".

Tra i fattori alla base del rincaro ci sono più aspetti, uno in particolare è legato all'Italia stessa, cioè "in Italia i costi sono quelli, hanno una stagionalità, il Belpaese non è turistico tutto l'anno, inoltre - osserva Rebecchi -, il costo del lavoro è maggiore, la burocrazia è aumentata, così come gli adempienti per tutte le imprese, oltre al rincaro dei costi di gestione, il tutto si riflette sul pricing finale". s.v.


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