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Costa, sempre più trade per spingere il cruise

20/05/2019 09:04
Oltre il prodotto: formazione, comunicazione, geomarketing e premi-fedeltà tra le leve della compagnia in agenzia. Ma senza dimenticare gli altri canali

Canale agenziale sempre più insostituibile per il mondo cruise. E se la "corrispondenza d'amorosi sensi" tra compagnie crocieristiche e agenzie viaggi non è certo una novità, l’ultima edizione di Protagonisti del mare di Costa crociere è stata l’occasione per fare il punto della situazione e gettare uno sguardo sul futuro prossimo.

La compagnia ha chiamato così a raccolta sulla Costa Favolosa 1.800 agenti di viaggio, premiandoli, nel corso della quattro giorni, per la loro dedizione con l’iconico delfino, che ha visto tra i destinatari anche la nostra testata. “Il canale agenziale è fondamentale – ha ribadito il country manager Carlo Schiavon – e attraverso di esso passa la stragrande maggioranza del nostro venduto", forte di un 59% di market share. Ecco perché Costa continua a investire in maniera importante su CostaNext, il programma di servizi dedicato alle adv: “Negli ultimi tre anni – ha rimarcato Schiavon - abbiamo investito sulle agenzie nostre partner oltre 2,5 milioni di euro, dei quali un milione solo nel 2018, e formato 4mila agenti”. E nei prossimi mesi è previsto anche il debutto di CostaNext Joy, il nuovo programma fedeltà per le agenzie basato sull’accumulo di punti, per ogni crociera venduta, che consentiranno di scegliere premi da un catalogo di oltre 100 prodotti.

Quanto agli altri canali di vendita, il manager ha rimarcato che “se sul bacino complessivo dei vacanzieri il 20% circa del totale passa per le agenzie, un’azienda che fa investimenti miliardari come Costa non può precludersi gli altri canali, a partire da quello diretto. Naturalmente sempre con la massima trasparenza e correttezza su pricing e condizioni verso gli altri canali. Sta poi al cliente scegliere come acquistare”. Quanto alle Ota, “attraverso di esse passa il 10%, massimo il 15% del totale delle crociere italiane, molto meno che in mercati come quello francese”, ha spiegato Daniel Caprile, direttore commerciale Italia della compagnia. E se Gis, la piattaforma di Geo intelligence messa a punto da Costa, “comincia a dare i primi risultati in termini di opportunità di marketing personalizzato per le adv, con 160 attività avviate e 50 attività già concluse sul territorio, per un +168% di crescita dei ricavi nel mese successivo all’attività”, l’obiettivo è sempre quello di far lievitare un tasso di penetrazione fermo, per il mercato italiano, all’1,4%, migliorando ulteriormente la comunicazione al pubblico sul prodotto crociera”, ha sottolineato Schiavon.

Pur dietro rispetto a Paesi come Stati Uniti, Cina e Germania, nel 2018 il numero di crocieristi italiani è comunque complessivamente cresciuto dell’8%, arrivando a quota 830mila passeggeri. “E possiamo arrivare in breve tempo a un milione, e poi puntare al raddoppio: c’è tanto spazio per crescere”, ha precisato il manager di Costa, che sul canale agenziale ha aggiunto: “Sono 7.700 le agenzie che hanno effettuato almeno un booking con noi, con Sicilia e Lombardia come regioni più performanti. Risultati oltre le aspettative anche da Welcome e Geo travel network”. g.m.


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