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Smeralda Holding, ricavi a 103 milioni di euro

14/05/2019 15:37
Ebitda a 32 milioni. Il ceo Ferraro racconta i prossimi passi del gruppo. Il commento sulla situazione Alitalia-Air Italy e sul possibile sfilarsi del fondo sovrano Qatar Investment Authority: “Non mi sembra il comportamento di un investitore che vuole disinvestire”

Ricavi a 103 milioni di euro, in costante progresso, dagli 82 del 2015 agli 87 del 2016 fino ai 100 nel 2017, e un Ebitda pari a 32 milioni di euro, che si è confermato stabilmente oltre il 30%. Sono i risultati messi a segno nel 2018 da Smeralda Holding, società controllata dal fondo sovrano Qatar Investment Authority. E’ dunque positivo l’impatto della prima fase di investimenti previsti dal piano quinquennale (120 mln di euro complessivi entro il 2023), per l’ammodernamento dell’offerta turistica della Costa Smeralda.

Due anni fa abbiamo iniziato un riposizionamento dell’azienda e della Costa Smeralda in modo tale da attirare i giovani, allungare la stagionalità e diversificare l’offerta – ha affermato il ceo Mario Ferraro -; abbiamo ampliato una strategia di gestione della destinazione con un calendario di eventi ridefinito, con l’offerta ristorativa, nuove attività e la riqualificazione degli alberghi, introducendo le prime componenti di wellness nelle strutture e sviluppando una strategia per le famiglie. Nel 2018 abbiamo implementato la parte delle attività, iniziato la diversificazione dell’offerta ristorativa, aperto il Nikki Beach Club e un secondo club (il Cala Beach Club, ndr). Il 2019 – ha proseguito il ceo – si presenta pieno di novità e si inizia a intravedere il nuovo volto della Costa Smeralda: l’Hotel Cala di Volpe ha visto la ristrutturazione delle aree comuni e delle prime 10 camere, l’apertura del ristorante Matshuisa e in inverno si avrà l’inaugurazione di una nuova spa in collaborazione con Shiseido, il Romazzino ha avuto un restyling completo del suo ingresso e della spa e ha visto l’inaugurazione del primo kids club. Aprirà, invece, il prossimo inverno quello dell’Hotel Cala di Volpe”. Veste rinnovata anche per gli storici locali che si affacciano sulla piazzetta di Porto Cervo (il bar Portico e il ristorante La Pergola). Nei prossimi tre anni il gruppo prevede di completare il piano di investimenti quinquennale di 120 milioni di euro con le ristrutturazioni dell’Hotel Cervo, del Pitrizza, del Romazzino del Tennis Club e del Pevero Golf.

Intanto si è allungata la stagionalità. “Il Cala di Volpe apre il 16 maggio, il Romazzino domani e il Pitrizza il 25 di questo mese: siamo riusciti ad aprire qualche settimana prima del solito”. Quanto ai risultati, derivano “dal buon andamento del settore alberghiero e dalla diversificazione dell’offerta”. Il Pitrizza è destinato “a chi vuole riservatezza - prosegue Ferraro -, il Cala di Volpe è il più mondano, l’Hotel Cervo è adatto a chi preferisce lo shopping al mare o è di passaggio in Costa Smeralda e il Romazzino si rivolge prevalentemente alle famiglie”. L’occupazione “è da 4 anni in crescita, è dell’85% a giugno e settembre, del 95% in luglio e agosto e del 60% in maggio e ottobre. In 4 anni si è allungata la stagionalità di 45 giorni”. Il ceo illustra, inoltre, i principali bacini di utenza: “Abbiamo clientela internazionale con un bel mix. Per volumi ci sono gli Usa al primo posto, gli italiani al secondo, poi tantissimi francesi, tedeschi e inglesi. Per fatturato figurano, inoltre, Medio Oriente ed Est Europa”. La Cina, invece, è definito un “mercato non ancora maturo”. Ma il ceo ci tiene a precisare: “La Costa Smeralda è natura, arte e cultura. Non siamo una meta di massa, abbiamo 2mila posti letto e vogliamo che la nostra destinazione rimanga tale”.

A commentare i dati del 2018 è Davide Cerea, cfo del gruppo: “L’anno scorso il fatturato è stato di 100,5 milioni di euro, con una crescita a perimetro costante di 6 milioni di euro. Ciò deriva dalla crescita degli hotel in occupazione e Revpar e dalle nuove iniziative che hanno impattato per 3 milioni di euro. Dato record per il gruppo l’Ebitda di 32 milioni di euro”. “Non ci vogliamo fermare nel nostro percorso di crescita – ha aggiunto Ferraro -: per il 2019 abbiamo fissato l’asticella a 107 milioni di euro con una crescita di 4 milioni (4%). Si tratta di un obiettivo sfidante”. Quanto ai passi successivi “nei prossimi tre inverni è prevista la ristrutturazione di tutti e quattro i nostri alberghi per arrivare nel 2023 anche a un rebranding. Vogliamo creare una diversità di brand e abbiamo già oggi iniziato una selezione dei brand potenziali. Il gruppo Marriott sarà parte della gara che inizierà tra poche settimane”.

Ma la situazione Air Italy-Alitalia ha creato qualche scompenso? “Bisognerebbe chiedere alla politica – risponde il manager -. Non ho preferenze sull’operatore, l’importante è che Olbia sia servita bene. Credo sia necessario mettere un punto su questa questione al più presto. Quanto a Roma e Milano è un problema che tocca più i sardi perché la nostra clientela arriva prevalentemente con yacht e aereo privato”. E sulle voci che il Qatar sia pronto a sfilarsi dalla partecipazione? “Il fondo sovrano Qatar Investment Authority ha approvato il piano quinquennale di investimenti. Non mi sembra il comportamento di un investitore che vuole disinvestire. E’ normale che un fondo sovrano faccia valutazioni, ma ciò non significa che voglia sfilarsi”. n.s.


 


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