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Parte oggi Jump, il t.o. che segna “il nuovo modo" di stare sul mercato

13/05/2019 09:20
L’operatore di casa Uvet mette assieme la flessibilità del dinamico, la velocità xml e la competenza del tour operator

Parte oggi l’avventura di Jump, il t.o. di casa Uvet che è pronto a conquistarsi il suo posto nel mercato. La formula è nuova perché è un mix. Nel tracciarne l’identikit, Ezio Birondi, a.d. di Settemari, lo definisce un “player unico” e un “tour operator dinamico, non è un assemblatore di servizi, presidia il mercato generalista in xml, mettendo assieme la flessibilità del dinamico, la velocità xml e la competenza del tour operator”. Non prevede quote di iscrizione o adeguamento carburante, ma la staticità della tariffa e la flessibilità nel prenotare. “Serviva presidiare un’esigenza - spiega il manager -, non sempre coniugata con la staticità del villaggio". E quello presidiato da Jump si annuncia come "un mercato in forte evoluzione”. La recente convention di Uvet Travel System è stata l'occasione per presentare anche il direttore generale del nuovo t.o. Leonardo Rosatelli (a destra nella foto assieme a Birondi, ndr).

Per il momento Jump sarà operativo “solo nelle destinazioni summer”, che sono Mediterraneo, tra cui "la Grecia e l'Egitto fatto in un certo modo", afferma Birondi, Caraibi e Oceano Indiano. Alle adv del gruppo Uvet propone “una base netta competitiva rispetto a quella data alle adv non aderenti al network”.

Jump “è un t.o. nuovo che si affianca a Settemari Club”, quest’ultimo avrà sempre più questa identificazione, arricchito dalla linea Settemari Balance Club per quel cliente che ricerca l’armonia tra corpo e mente. Un’esperienza che al momento si può vivere in due località, Zanzibar e Pantelleria.
Un'altra qualifica emersa di Jump, è che si pone come “un nuovo modo di stare sul mercato”, Settemari prende la strada del club e Amo il Mondo è la “terza gamba” della partita tour operating giocata da Luca Patanè, presidente del Gruppo Uvet.
Nel caso di Settemari più del 75% del fatturato è venduto da catalogo, perché i prezzi sono quelli di mercato”. Birondi parla di prezzi “chiari e fissi perché l’adv non deve fare il controllore di quote”. Per portare avanti questa politica ci vuole “trasparenza”, una parola molto cara al t.o. in quanto è “una forma di rispetto per chi decide di lavorare con noi e per stare sul mercato, se no rimaniamo nella nostra riserva”. Birondi a questo punto parla di meritocrazia e ne ridefinisce il perimetro, affemando che “non è il più bravo, ma chi sceglie di lavorare con me”.

Con la “terza gamba” Amo il Mondo si presidia “il tailor made a valore aggiunto”. In questo modo il fronte del tour operating di casa Uvet ha assunto connotazioni molto chiare in quello che è il disegno di Patanè. s.v.


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