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Gruppo Fs: 58 miliardi di euro per rilanciare il paese

10/05/2019 16:15
Presentato il programma dei prossimi quattro anni: 42 miliardi destinati alle infrastrutture. E poi nuovi mezzi, Sud, mobilità integrata, tecnologie. Tra gli obiettivi, 20 milioni di turisti stranieri in più

Sono 58 miliardi di euro gli investimenti previsti nel Piano industriale 2019-2023 che il Gruppo Ferrovie dello Stato ha appena presentato a Roma. Un impegno record, mai così alto, che conferma il Gruppo come primo investitore in Italia, con punte fino a 13 mld all’anno (+75% vs i 7,5 mld del 2018).

Sostenuti per il 24% con risorse del Gruppo, gli investimenti creeranno indotto per 120mila posti di lavoro all’anno, 15mila assunzioni dirette nel quinquennio ed un contributo annuo all’aumento del Pil tra lo 0,7% e lo 0,9%. I ricavi raggiungeranno nel 2023 i 16,9 mld, l’Ebitda 3,3 mld e l’utile netto arriverà a 800 mln.

Saranno 42 mld gli euro investiti in infrastrutture, 28 per opere ferroviarie e 14 per le strade, 12 mld per nuovi treni e bus, 2 mld per le metropolitane, 2 mld per information technology. In totale, trasversali a tutti i settori, oltre 6 mld di euro per tecnologie e digitalizzazione. Gli investimenti consentiranno l’accelerazione di 1.600 cantieri Rfi e Anas in tutta Italia, ma anche la manutenzione delle infrastrutture e lo sviluppo del trasporto merci che beneficerà per la prima volta dell’emissione di green bond. Al Sud, a cui verrà dedicato il 38% delle risorse, saranno destinati 16 mld di euro per infrastrutture con focus anche sui progetti stradali A2 Autostrada del Mediterraneo, Statale Jonica e A19 Palermo-Catania.

A lodare l’ambizioso piano industriale presentato questa mattina a Villa Patrizi da Gianfranco Battisti, ad e direttore generale Fs, e dal presidente Gianluigi Castelli, è stato il premier Giuseppe Conte, intervenuto in conferenza stampa: “Il Piano riveste un ruolo fondamentale per lo sviluppo del sistema Italia e non posso che accoglierlo con grande piacere - ha detto -. Oggi Fs è il Gruppo che investe di più nel Paese e condivido pienamente l’enfasi posta sul benessere della persona umana e sulla sostenibilità, presupposto non negoziabile di ogni prospettiva di crescita”.

Dopo un decennio che ha visto concentrato il Gruppo sull’Av e poi sull’integrazione delle diverse modalità di trasporto, ora Fs ha messo al centro i bisogni dei viaggiatori con l’obiettivo di trasformare la mobilità collettiva in Italia, migliorando i servizi alle persone e la qualità dell’offerta.

E’ previsto l’arrivo di oltre 2.000 nuovi mezzi, di cui 600 nuovi treni regionali, 1.421 bus di cui 500 a zero emissioni, 14 nuovi Frecciarossa 1000, 714 carri e 100 locomotori di nuova generazione che contribuiranno ad aumentare la quota modale del trasporto merci. 20 mln di turisti stranieri in più saranno intercettati grazie a servizi dedicati e ad un’ampia combinazioni di mobilità integrata, tra stazioni, porti ed aeroporti. Dallo scorso dicembre Roma Fiumicino è collegata ad altre città con 6 Frecce al giorno, entro l’arco di Piano anche Milano Malpensa sarà connessa con l’Av a Verona, padova, Venezia, Bologna e Roma.

La crescita in Europa permetterà al Gruppo di aumentare i ricavi al 2023 fino a 2,3 mld mentre un ruolo importante lo giocherà anche la riqualificazione delle città, con una rigenerazione di spazi che vedranno interventi per il miglioramento della mobilità in ambito urbano. Per raggiungere questo obiettivo Fs investirà 5,3 mld di euro con una valorizzazione del patrimonio pari a 1,9 mld di euro.
Altro obiettivo fondamentale del Piano, il forte incremento degli indici di puntualità, a cui sono dedicati 5,5 mld di euro. Gli investimenti in tecnologia verranno invece dedicati a droni e robotica, intelligenza artificiale, blockchain e IoT. Nell’ottica di un nuovo modello di governance nasceranno infine 3 centri di eccellenza: Fs Tecnology, Fs International ed Fs Security.

Cenni ad Alitalia nel Piano presentato? Nessuno. Gianfranco Battisti, ad e direttore generale del Gruppo Fs, sollecitato sul tema ha detto: “In questo momento Alitalia non è una società del Gruppo. Siamo ancora in una fase negoziale, con livelli di confidenzialità tra l’altro molto alti, abbiamo avuto una proroga fino al 15 giugno quindi se dovessimo avere un’approvazione riadatteremo il Piano, sul quale credo che Alitalia avrebbe comunque un’incidenza bassa, rispetto alle capacità di investimenti”. a.te.


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