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Cinesi top spender, ma non atterrano in Italia

25/03/2019 11:56
Secondo Assoturismo-Cst, i viaggiatori asiatici sono in testa alla classifica nel nostro Paese con oltre 300 euro al giorno, ma mancano i voli long haul

La Via della Seta? Bene, ma per aprirla al turismo servono collegamenti di lungo raggio perché solo un visitatore cinese su tre atterra direttamente in Italia, preferendo gli hub francesi e tedeschi.

I cinesi spendono di più e si confermano in testa alla classifica dei top-spender del turismo italiano: nel 2018 la spesa complessiva nel nostro Paese è stata di 462 milioni di euro, con una media di oltre 300 euro al giorno a testa (+15% sul 2017) e di 1.500 euro a viaggio, quasi sempre per beni e servizi di lusso. È quanto emerge da un’analisi di Cst per Assoturismo Confesercenti.

Il rafforzamento delle relazioni bilaterali con la Cina potrebbe dunque dare una spinta decisiva alla bilancia turistica italiana. Ma per aprire davvero la via della seta al turismo dobbiamo rafforzare i collegamenti diretti di lungo raggio con la Cina: allo stato attuale, infatti, solo un visitatore cinese su tre arriva direttamente nel nostro Paese. Gli altri fanno base dai nostri competitor, principalmente Francia e Germania, e dedicano all’Italia solo pochi giorni nel loro tour. Tutti i Paesi europei, infatti, rappresentano destinazioni potenziali del mercato cinese e la loro modalità di visita è itinerante: due-tre città per nazione e ripartono verso una nuova meta, determinando spesso la scelta in base alla facilità di collegamento.

Complessivamente, ogni anno arrivano in Europa quasi 17 milioni di turisti cinesi, di cui solo 1,4 milioni si spingono fino all’Italia, un risultato che la pone dietro a Francia e Germania, diventati negli ultimi anni i veri hub d’Europa. Anche tra i visitatori del nostro Paese, infatti, solo poco più di un terzo - circa 500mila - arriva in Italia direttamente.

“Un segno che conferma come, nei tour d’Europa dei visitatori cinesi, l’Italia sia una meta marginalizzata, cui sono dedicati solo un paio di giorni in una vacanza di varie settimane”, commenta Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti. “Il consolidamento dei rapporti economici e commerciali tra Cina e Italia potrebbe far crescere il nostro turismo. Ma per fare il salto di qualità, dobbiamo facilitare l’arrivo dei visitatori nel nostro Paese. E questo non vale solo per i cinesi: in un mondo in cui gli orizzonti turistici si fanno sempre più lontani, l’incidenza dei turisti di lungo raggio sul nostro sistema è sempre maggiore. Ma per portarli in Italia bisogna creare collegamenti efficaci: attualmente la maggior parte dei turisti provenienti da Asia, Sud America e Nord America per un tour d’Europa, passa per gli hub aerei di Berlino o Parigi. E noi siamo perdenti in un quadro del turismo che sì è in crescita, ma sempre più globale e competitivo”.

 

 


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