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Cineturismo, i vantaggi del territorio

19/02/2019 16:22
Un fenomeno che regala successo alla destinazione, la Sicilia di Montalbano ne è la prova. Spesso la richiesta di supporto per girare un film incontra la perplessità degli amministratori

Il cineturismo porta vantaggi al territorio, ma non sempre gli amministratori dei luoghi prescelti accettano di buon grado i disagi che le troupe portano alla popolazione. Burocrazia, poca organizzazione, selezione di progetti, modalità di promozione in attesa dei futuri vantaggi: tutti elementi che possono rallentare la realizzazione di un film, sia esso per la televisione che per il cinema. Da entrambe le parti necessario definire, prima di iniziare a girare, diritti e obiettivi. Se ne è parlato in Bit durante il convegno sul Cineturismo moderato da Paola Baldacci.

“La prima film commission risale al 1997 – ha commentato Anthony Salandra, direttore operativo di Rispose Turismo -. Negli anni dal 2005 al 2019 il cineturismo è cresciuto del 4%. Le problematiche sono tutte italiane, spesso le proposte che arrivano sono solamente su trama e cast, senza un reale studio dei vantaggi che ne deriveranno o dei disagi che si riverseranno sul territorio. Non basta un oscar per far emergere una destinazione più di un'altra, se non si è convinti che 'tourism first' sia l'obiettivo primario. Il successo dei luoghi di Montalbano è quanto mai irripetibile anche alla luce di nomi di luoghi inventati, ma che sono stati ben collocati e che rappresentano la Sicilia. Montalbano rimane comunque una fake”.

Alessandro Martini, direttore Fondazione Marca Treviso, ha sottolineato che dal cineturismo realizzato nel territorio delle colline è emerso il valore del prosecco. “Non è facile fare intendere che la mancanza della cultura del territorio, non fa bene. E che alla fine i vantaggi saranno superiori ai disagi. Serve comunque da parte dei richiedenti una buona organizzazione per lo svolgimento del film e da parte degli amministratori la certezza che la notorietà del territorio porterà benefici a tutta la popolazione in termine di immagine”.

Silvio Maselli, assessore alla cultura e turismo del Comune di Bari è convinto che una produzione televisiva o cinematografica può esaltare il territorio. “In Puglia ci sono state 349 produzioni televisive in 7 anni e mezzo. Le produzioni scelgono i luoghi anche grazie alla luce e alla facilitazione dell'accessibilità delle stesse città. Se sono disposte a sacrificarsi con strade e piazze bloccate il ritorno ci sarà sicuramente. La fama della Puglia è andata fuori confini. Oggi numerose masserie sono diventate location di lusso, specializzate anche nell'organizzazione di matrimoni anche per l'estero. Il mercato indiano è tra i primi che si rivolge alle strutture pugliesi per l'organizzazione delle cerimonie nunziali”. a.to. 


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