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Nuova Alitalia: Tesoro e Fs potrebbero superare il 50%

14/02/2019 17:12
Il 31 marzo è stato indicato dal ministro Di Maio come termine per la presentazione del piano industriale. I sindacati hanno fretta e vogliono certezze

Nuovi aggiornamenti sul caso Alitalia. Secondo quanto dichiarato dal ministro dello Sviluppo, Luigi Di Maio, all'incontro con i sindacati di oggi, Tesoro e Ferrovie dello Stato potrebbero superare il 50% nella newco per la nuova Az.

Come si legge su fonti di stampa, Di Maio ha fatto presente che la partecipazione di Mef e Fs è garanzia per l'operazione e per la tutela dei diritti dei lavoratori, inoltre, non esclude altre partecipazioni pubbliche e private (tra cui si ipotizza Poste). Nella newco per Az il capitale del Tesoro può superare anche il 15%. 

Il 31 marzo è stato indicato dal ministro come termine per Fs per la presentazione del piano industriale per Alitalia. Dal canto suo Di Maio si è detto soddisfatto di come Az è vista da compagnie quali Delta e easyJet. Il suo auspicio è che si arrivi ad un accordo vincolante.

Come si sa, la trattativa ora si stringe su Delta Airline ed easyJet. Entrambe stanno giocando questa partita da oltre tre mesi, la presentazione dell'offerta formale è avvenuta alla fine di ottobre. Il progetto Delta, che è visto in pole position, come si legge su fonti di stampa, prevede una riduzione degli aeromobili da 118 a 110, una forza lavoro basata su 9-10mila lavoratori, il che vorrebbe dire 2-3mila esuberi. Gli americani vorrebbero far parte della newco con il 20%, con a fianco easyJet, che controllerebbe un altro 20%.

I sindacati? Hanno fretta, "non si può più aspettare. Bisogna fare presto e prendere una decisione per salvaguardare l'occupazione e dare futuro all'azienda - afferma il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini -. Ci auguriamo che oggi ci siano risposte precise su partner e progetto industriale".

I sindacati vogliono anche certezze, scrive Repubblica, "il punto è la credibilità del piano industriale: il lavoro c'è se ci sono gli investimenti e se c'è un progetto che rilanci l'azienda. Aspettiamo che su questo ci sia chiarezza: i tempi si sono allungati, questo è il momento delle decisioni - afferma ancora Landini al Mise -. Aspettiamo di avere con chiarezza un piano industriale perché non ci siano esuberi. Serve un piano industriale per gli investimenti perché il tempo non c'è più".

Concorda il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, che sostiene: "Niente esuberi e un piano industriale che permetta il rilancio della compagnia".


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