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Centinaio: "Da Consiglio di Stato nessuna bocciatura sul Mipaaft, solo tecnicismi"

14/01/2019 08:38
Il ministro commenta il secco parere negativo dei giudici di Palazzo Spada sulla fusione tra Politiche agricole e Turismo: "Il progetto va avanti, già presentate le modifiche tecniche"

"Nessuna bocciatura, dobbiamo solo rivedere alcuni passaggi tecnici. La delega al turismo resta nelle mie mani, insieme all’agricoltura: i giudici non possono entrare nel merito di una scelta politica, il loro parere non è vincolante". E' questo il commento del ministro del Mipaaft Gian Marco Centinaio a proposito del parere del Consiglio di Stato, che ha manifestato ampie riserve sulla decisione del governo di trasferire dal ministero dei Beni culturali all’Agricoltura le deleghe in materia di turismo.

I giudici di Palazzo Spada, nell'analizzare il decreto che spostava le competenze dal ministero dei Beni Culturali a quello delle Politiche Agricole, hanno sottolineato che "il turismo non può essere riguardato come funzione ancillare di altre funzioni statali, siano esse quelle riguardanti i beni
culturali siano quelle riguardanti l'agricoltura, l'alimentazione e le foreste, ma semmai come legante di un coordinamento complesso tra tutte le forme di presentazione e di produzione del territorio italiano nella loro potenzialità di fruizione turistica". Si tratta infatti di una materia "di speciale complessità: non appare congruente con l'impianto costituzionale - si legge nel parere - oltre che legislativo primario, trattare il turismo come un aggregato della funzione riguardante l'agricoltura e le foreste, come sembra emergere dall'articolato". 

La critica al provvedimento si fa più esplicita quando si sottolinea che "dal testo emerge non tanto un'opera di coordinamento tra funzioni di amministrazione attiva nel settore agricoltura (nei limiti della competenza Statale) con la funzione turistica (anche essa nei limiti della competenza statale) intesa in senso generale, quanto piuttosto una mera sommatoria di competenze spostate tra direzioni generali quasi con la tecnica del 'copia incolla' ma non esattamente corroborate da una visione strategica d'insieme che vada oltre la visione settoriale propria del ministero".

"Il parere lo abbiamo chiesto noi - spiega Centinaio a La Provincia Pavese - anche se non era obbligatorio, ma in relazione alla riorganizzazione del ministero. Diciamo che non capisco perché i magistrati si svegliano adesso: la delega al turismo è sempre stata legata ad altri ministeri, anche con Franceschini. Noi non abbiamo chiesto una valutazione sull’opportunità politica di questa scelta".

Quanto al futuro prossimo, Centinaio difende l'abbinamento agricoltura- turismo: "Un ministero in più (del solo Turismo, ndr) non avrebbe alcun senso. Il progetto va avanti: il parere non è vincolante, ma lo tengo in considerazione per la parte tecnica, non politica: abbiamo già fatto le nostre comunicazioni al Consiglio di Stato e martedì prossimo presentiamo le modifiche chieste, che sono di carattere esclusivamente organizzativo".


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