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Ernesto Mazzi: "Il modello Iata è ancora attuale?"

18/12/2018 12:12
Il presidente Fiavet Lazio osserva che l'associazione internazionale delle compagnie aeree serve come sistema funzionale, ma per come le adv la vivono, si riduce ad un "sistema di pagamento"

"Bisogna capire se il modello Iata è ancora attuale". Parte da qui Ernesto Mazzi, presidente di Fiavet Lazio, nel momento in cui gli chiediamo un commento sugli ultimi fatti in merito alla querelle Iata-adv, tra Apjc e Bsp quindicinale.

I temi
Mazzi si sofferma sui temi citati, osservando che sul pagamento quindicinale del Bsp non ha ancora ricevuto comunicazione, "in ogni caso non è un argomento nuovo - afferma a Guida Viaggi -. Per lo meno, essendo dal 1° gennaio del 2020, in qualche modo dà la possibilità di basarsi su tempistiche che sono più in là nel tempo". Quanto alle fidejussioni, però, il manager non crede che il fatto che il pagamento diventi quindicinale possa abbassarle granché. "Piuttosto aspetto con curiosità l'introduzione della NewGen Iss (The New Generation Iata Settlement Systems) in Italia dal 2019, vediamo quali saranno le possibilità per le adv per il pagamento, tra l'altro era stata lanciata da Iata una formula tipo 'carta ricaricabile' che poteva essere interessante da adottare - osserva Mazzi -, non dico per tutte le aziende, ma a seconda delle tipologie". Per esempio il manager fa presente che a seconda del caso, ognuno ha le proprie dinamiche, il consolidatore, piuttosto di chi fa bt o leisure.

I modelli di pagamento
E questo perché "il cambiamento del modello di pagamento deve incontrare gli interessi delle singole aziende, che hanno modelli di business differenti. Però - osserva Mazzi - in questo discorso partiamo dalla coda, mentre in realtà bisogna capire se il modello di Iata è ancora attuale". Perché il manager se lo chiede? Semplice, basti pensare al discorso delle remunerazioni che le adv dovrebbero prendere dalle compagnie aeree, "la stragrande maggioranza dà lo 0,10%, ma a me non sembra una remunerazione per gli agenti di viaggi, che tra l'altro si trovano a fronteggiare dei gravami importanti, per esempio il fatto che i vettori affidino a loro i cambi involontari. Mi sembra che tutto il modello Iata sia obsoleto - afferma Mazzi -, per quello che lo vive l'adv è solo un sistema di pagamento e ciò che ruota attorna non è applicato ed è desueto".

La scelta di Ectaa
Il manager sostiene che "se ci fosse un istituto di credito che si prendesse cura nel gestire le relazioni con i vettori e gli aspetti che riguardano le adv avremmo risolto il problema. Invece, oggi è tutto gestito e diretto dalle compagnie aeree". Basti dire che Ectaa ha sospeso la partecipazione dai consessi interlocutori tra adv e vettori. "Ci sono stati dei momenti di interlocuzione a Madrid che riguardavano gli Adm ed Ectaa non ha partecipato", comunica il manager.
"Iata serve come sistema funzionale, ma se una adv oggi ha un traffico non particolarmente importante e riesce ad avere delle buone carte di credito può fare a meno di usare la biglietteria Iata, ma si tratta di una scelta imprenditoriale", sottolinea il presidente di Fiavet Lazio.
Numeri alla mano, Iata oggi in Italia ha circa 1.600 codici, già 30 di questi sono "aeroportuali che hanno biglietteria", facendo uno spoglio, saranno circa 1.500/1550 le adv. 

Le rivelazioni del 2019
C'è poi un altro tema sul quale il manager pone l'attenzione: quale sarà lo scenario Ndc come distribuzione di biglietteria aerea? "Qualche idea iniziamo ad averla - afferma -, abbiamo delle avvisaglie dai gruppi di vettori, ma il 2019 porterà qualche idea più chiara in merito. Ci sarà l'intenzione di bypassare le adv? E' tutto da capire - aggiunge il manager -, con un sistema più performante è probabile che il consumatore finale possa prenotare direttamente". Anche in questo caso è bene considerare "che business ha l'agente? Si dovrà ragionare su questo, perchè a seconda del modello adottato, il punto vendita potrà rifarsi ai Gds o a Ndc. Nel 2019 capiremo molte cose sulle intenzioni di Iata". s.v.


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