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"Questo Natale Alexa e Google Home arriveranno in tutte le case"

10/12/2018 12:18
Massimo Temporelli, fisico, antropologo, storico della tecnologia, introduce quella che è la rivoluzione. 4.0, soffermandosi sul rapporto uomo-tecnologia

"L'uomo é tecnologia. La tecnologia é umanizzante". Può sembrare ardita come affermazione eppure é la tesi sostenuta da Massimo Temporelli, fisico, antropologo, storico della tecnologia, "un tuttologo che non fa il tuttologo", come lui stesso dice di sè. Temporelli è intervenuto nel corso dell’edizione 2018 del Forum “Digital & beyond. Time to Evolve the Conversation”, dedicato all’innovazione digitale e organizzato da Carlson Wagonlit Travel. L’evento ha coinvolto un centinaio di persone tra travel manager e decision maker aziendali, hr director, docenti, esperti italiani ed internazionali e player del settore. Temporelli si è rivolto ad una platea di addetti ai lavori per introdurre quella che è la rivoluzione. 4.0, soffermandosi sul rapporto uomo-tecnologia. "È proprio la tecnologia ciò che ci caratterizza in quanto specie - ha affermato -. Perché la storia dell’umanità è quella di una co-evoluzione costante di biologia e tecnologia, di una ricerca continua dell’equilibrio ideale tra tradizione e innovazione. Un lungo percorso che ci ha condotto fino all’attuale sistema ciberfisico della quarta rivoluzione industriale, che non riguarda solo il comparto industriale, ma tutte le imprese di qualsiasi settore".

La rivoluzione 1.0 è quella della macchina a vapore, quella 2.0 dell'automobile, la 3.0 ha visto l'arrivo dei pc, fino alla 4.0 "quella di oggi, dove si mescolano la materia e l 'immateriale. La quarta rivoluzione industriale, che non è rappresentata dalle fabbriche - sottolinea -, infatti é nato il termine imprese 4.0. Cioè le adv, i service, i provider. E questo perché siamo cittadini 4.0", asserisce. Pepper e Atlas sono strumenti per "agevolare il viaggiatore, perché si possa muovere meglio. Le macchine saranno più brave di noi? Pazienza - dice Temporelli -, lasciamole fare ciò in cui sono più brave". Senza timori, in quanto "l'homo sapiens sa fare cose che forse le macchine non saranno mai in grado di riprodurre. Noi siamo il cambiamento, siamo capaci di superare noi stessi senza essere superati e dobbiamo essere inclini a ridiscutere la nostra natura, per affrontare la digital transformation. Bisogna mettersi in discussione come persona, azienda, dipendenti".

L'errore, a detta di Temporelli, è quello di "scambiare lo strumento come se fosse il fine, invece bisogna continuare a dimostrare di essere appartenenti a questa specie ed usare gli strumenti per trasformarci". Solitamente nella vita di tutti i giorni "non pensiamo che l'uomo abbia un rapporto con la tecnologia, ma se ci pensiamo bene non possiamo parlarne come se fosse un qualche cosa di esterno a noi, perché è dentro di noi - asserisce -. Non solo, questo Natale sarà l'anno di Alexa e di Google Home, che arriveranno in tutte le case". E questo perché la società inizia a parlare di intelligenza artificiale.

Per lo più l'atteggiamento comune è pensare che "la nuova tecnologia sia sbagliata" e questo avviene in quanto in ogni società c'è chi propende per l'innovazione e chi resta ancorato alla tradizione. "C'è chi spinge per il nuovo e chi sta nella zona di comfort. Ognuno deve capire dove si posiziona tra le due componenti". E alle macchine più brave di noi l'uomo dovrà rispondere concentrandosi su quei punti di forza che difficilmente i robot potranno eguagliare: "Empatia, immaginazione e coraggio. Le persone richieste nel futuro saranno quelle che hanno lavorato sull'empatia, sull'immaginazione, sul design, la progettazione e che avranno coraggio, perché serve per il cambiamento da affrontare. Ci abbiamo messo tre rivoluzioni industriali per tornare a lavorare come nel Rinascimento". s.v. 


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