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Apjc: il trade chiede di salvare le visioni locali

10/12/2018 11:17
La distribuzione organizzata difende il ruolo delle adv e dice no al depauperamento. L'intervento di Massimo Caravita, presidente Marsupio Group, e di Vittorio Amato, responsabile industry relations Welcome Travel

Decisioni unilaterali, impoverimento del ruolo degli Apjc, figure terze che non si sa come e da chi vengano scelte. La sensazione della distribuzione è che per l’ennesima volta le decisioni di Iata ricadano dall’alto sulle spalle delle adv. Se una revisione dei criteri di affidabilità può essere anche comprensibile, non lo sono altre mosse, dicono gli interlocutori sentiti da Guida Viaggi. Una di queste è il Bsp quindicinale al 2020, che “è abbastanza preoccupante”, commenta Massimo Caravita, presidente di Marsupio Group, ma anche poco comprensibile, di questi tempi quando la maggior parte dei pagamenti è effettuata tramite carte di credito. 

Allo stesso tempo la distribuzione non può accettare l'impoverimento del ruolo degli Apjc, difendendo il valore dei tavoli di confronto con gli Apjc locali, che sono in grado di cogliere le differenze e le peculiarità dei mercati, “valorizzando ancora di più il ruolo delle adv – sottolinea Caravita -. Se si tolgono gli Apjc si impoverisce la possibilità di un dialogo costruttivo con gli stakeholder interessati”. L'ipotesi tracciata dal manager, nel tentativo di interpretare tale decisione, é quello di "depauperare sempre di più gli Apjc, mentre, invece, si dovrebbe fare il contrario, avanzando proposte congiunte. Iata rappresenta vettori a respiro globale, che si devono scontrare con numerose realtà locali, ma questo é faticoso, per questo vuole avere una medesima visione, non diversificata sulla base dei mercati". Il manager immagina ci possa essere questa volontà che "cozza con quelle che sono le esigenze del mercato italiano, bisogna quindi salvaguardare le visioni locali", afferma.

L’ente terzo
Fare battaglia sì, ma bisogna anche riflettere “sulla scelta dell’ente terzo”. Vittorio Amato, responsabile industry relations di Welcome Travel, incentra l’attenzione su questo punto nella querelle Iata-adv. Il manager, nella sua analisi, parte dall’assunto che “esistono dei criteri di affidabilità finanziaria a livello nazionale sulla base dei quali le adv sono accreditate per l'emissione di biglietteria. Iata asserisce che, se qualche cosa non è chiaro, ci può essere un ente terzo che può rivedere i parametri e dare indicazioni in merito”. Tutto ciò secondo Amato "può essere comprensibile da un lato purché la terza parte sia scelta anche da Apjc con la partecipazione delle adv – afferma il manager -, altrimenti si depaupera la funzione dell'Apjc". Ciò che la distribuzione vuole sapere è chi sia l'ente terzo e su quali basi si muova per verificare i criteri di affidabilità? In pratica la "battaglia", se così si può dire, si ha intenzione di portarla avanti "solo sulla determinazione dell'ente terzo, con la volontà di poter partecipare alla sua identificazione".

Per un approfondimento dell'argomento rimandiamo al servizio pubblicato sul numero 1560 di Guida Viaggi, del 10 dicembre. s.v.


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