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Travel designer: "Riportiamo al centro il prodotto"

03/12/2018 12:17
La nuova figura professionale emersa in questi anni sta trovando la sua strada nel mercato come trait d'union tra t.o., agenzie e cliente finale

"Mettere su un nuovo prodotto non è facile, la figura dello specialista è fondamentale. Quella del travel designer è una missione: salvare il mondo dei viaggi dal mercato che guarda al prezzo e non  all'esperienza e riportare al centro il prodotto, che poi è quello che fa la differenza". Così Pierpaolo Di Nardo, esperto d'India e travel designer delinea, sul palco del BizTravel Forum di Milano, una professione che è emersa negli ultimi 5 anni come trait d'union tra t.o, agenzie e cliente finale. "Io collaboro con i tour operator, per loro disegno itinerari di viaggio più complessi e ricchi di esperienze, dove i Dmc locali propongono attività standard e non sempre di alta qualità, noi facciamo selezione e non è vero che il prezzo debba alzarsi necessariamente" aggiunge Di Nardo, smentendo l'idea che il servizio di un travel designer debba per forza costare.

"A me si rivolgono soprattutto professionisti che vogliono viaggiare bene, spendendo il giusto ma non hanno tempo per pensare al proprio viaggio. Lavoro direttamente con i clienti, per cui progetto un viaggio nei minimi particolari e poi naturalmente rimando all'acquisto in agenzia. E' come la differenza tra un architetto e una impresa di costruzione. Io sono l'architetto del loro viaggio", spiega Carla Diamanti, travel designer basata a Parigi, autrice dei percorsi della Mia Giordania. A lei si rivolgono molti clienti repeater "che mi conoscono e ormai hanno un rapporto di fiducia da anni".

Il travel designer quindi si innesta perfettamente nella relazione tra cliente e industry. Diverso invece il modello di business di Voiago alias Omar Pancani, che progetta, e vende itinerari come Uvet Personal Travel Specialist ma con il suo blog e i canali social è anche testimonial e influencer delle destinazioni che propone: "Sono uno specialista del viaggio per un tour operator ma uso i social e il blog come una vetrina, personale certo ma soprattutto professionale" ci racconta. 

Rinnovare la proposta

L'originalità delle proposte è al centro del plus del travel designer. Lo hanno ribadito più volte tutti gli ospiti del panel. "Il t.o. deve avere il coraggio di rinnovare la proposta di alcune destinazioni, altrimenti tutti i prodotti si assomiglieranno" dice ancora Di Nardo. "In realtà gli operatori stanno andando proprio in quella direzione- è intervenuta Chantal Bernini, marketing manager di Settemari- noi con Amo il Mondo stiamo proponendo esperienze diverse, autentiche, a contatto con la popolazione locale come l'homestay in Thailandia nelle campagne, in cui si può dormire nella casa di una famiglia locale e aiutarla nelle attività quotidiane nelle risaie. Abbiamo tolto dal catalogo altre attività in cui non era garantita sostenibilità ambientale, in particolare il rispetto degli animali". Bernini sottolinea come il t.o. movimenti circa 4500 persone all'anno sulla Thailandia e di queste il 5% chiede attività legate a un turismo più responsabile. Un trend che naturalmente non può essere ignorato: "Il contributo dei travel designer è importante nel proporci itinerari emozionanti e coinvolgenti, ben venga la collaborazione"  conclude Bernini. a.g

 


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