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Caravita: "Il Bsp quindicinale non comporta una proporzionale riduzione della fideiussione"

26/11/2018 11:17
L'opzione era già su base volontaria, ma sono rari i casi in cui è stata adottata. Oggi non avrebbe più senso in quanto per il 70% i pagamenti sono effettuati tramite carte di credito e il rischio si riduce

“Il Bsp quindicinale al 2020 è abbastanza preoccupante”. Massimo Caravita, presidente di Marsupio Group, recentemente eletto presidente di Fiavet Emilia Romagna e Marche, non ha difficoltà ad affermare che la notizia emersa dalla recente riunione Apjc che si è svolta a Roma, l’ha appresa dalla stampa di settore. “E' un tema che va approfondito internamente – osserva il manager -, per avere maggiori dettagli in merito”.

Una soluzione non nuova

Caravita fa luce sul tema, osservando che questa possibilità “esiste già da tempo, non è completamente nuova, solo che prima era su base volontaria ora, da quanto si apprende, sembra che non lo sia più e ovviamente non fa piacere”. A quanto sembra nemmeno prima era una “soluzione interessante – spiega il manager a Guida Viaggi -, in quanto non si ha una proporzionale riduzione della fideiussione. Ora è basata su 45 giorni e si paga una volta al mese, dopo sarà su base a 15 giorni, ma non è la metà della fideiussione, in quanto si dovrà averne una basata sui 30-35 giorni”. La formula quindicinale era stata pensata per chi aveva difficoltà ad ottenere fideiussioni, “ma sono rari i casi in cui è stata adottata”.

I pagamenti su carta di credito

Secondo il manager una simile posizione da parte di Iata, in cui mira a tutelarsi, avendo i soldi subito, "poteva avere un senso anni fa, ora meno perché la maggior parte delle adv paga tutto con carta di credito e il rischio finanziario per il vettore è inferiore”. Numeri alla mano “si stima che intorno al 70% del Bsp venga pagato su carta di credito, un trend in aumento”. Nel 2014-15 era quasi al 50%. C’è poi da considerare un altro aspetto, “se ci fosse un ulteriore stallo sull’uso delle carte di credito delle agenzie, allora sarebbe un grande problema”. Inoltre, si verrebbe a creare una “disparità rispetto al canale diretto e non ci sarebbe un trattamento equo”.

Le tariffe non esposte

Ad aggravare la situazione c’è anche il fatto che “sta subentrando la moda di azzerare completamente le commissioni alle adv, anche da parte di vettori minori - afferma Caravita -. Se ci fosse una visione comune e condivisa, molte agenzie sarebbero disposte ad arrivare allo 0% di commissioni a fronte del fatto di avere tariffe 'non esposte', il che valorizzerebbe ulteriormente l'attività imprenditoriale del punto vendita". s.v.

 


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