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La concentrazione delle vendite tra gli asset di Geo

09/11/2018 11:31
Il network mette mano al portfolio di operatori, operando una selezione di quelli “non necessari”. Nel 2018 è cresciuto il 90% dei fornitori

Concentrazione delle vendite, è uno degli asset della politica portata avanti da Geo Travel Network, che mette mano al portfolio di operatori, operando una selezione di quelli “non necessari”. Il che concretamente vuol dire che dal 2013 al 2018 sono stati 15 i contratti non rinnovati e solo 3 quelli nuovi, con i dati dello share dei fornitori in crescita. Nel 2016 è cresciuto il 78% dei fornitori, nel 2017 l’85% fino ad arrivare al dato di quest’anno, quando a crescere è stato il 90% dei fornitori.
Luca Caraffini, a.d. di Geo Travel Network, porta sul tavolo le cifre della rete, che conta ad oggi circa 1800 adv totali, “circa un quarto del mercato agenziale”, ed offre uno spaccato dove si notano alcuni elementi salienti.

Osservando l’andamento leisure per area di business (al netto Gruppo Aw), si nota la performance “eccellente delle crociere, con un +20%, il Mare Italia è a +12%”, ma con la chiara consapevolezza che se l’Egitto si riprende a risentirne sarà il Belpaese. “La linea cresce del 15% ed il prodotto villaggi del 12%”. L’unica performance che non brilla è quella delle Ota, che per Geo sono le banche letti, “per tanti motivi – spiega il manager -, tra cui gli attentati nelle capitali europee, ma anche l’atteggiamento delle adv, che sono meno disponibili a fare i pacchetti dal mese di luglio in poi, a seguito della nuova direttiva europea che responsabilizza maggiormente”.
Sul fronte delle banche letti, “c’è stato un aumento incontrollato – fa presente il direttore commerciale, Dante Colitta -, anche da parte di realtà più o meno sconosciute che realizzano pratiche”. Tra gli aspetti messi in luce dal manager vi è che si sono abbassati i prezzi, “ma abbiamo riscontrato che è una dinamica di mercato”, in quanto il dato lo si ha anche a livello europeo. L’andamento generale leisure di Geo nel 2018 ha messo a segno una crescita del 14%.

Sul fronte delle mete, parlando di volumi totali, balza inevitabilmente all’occhio la performance dell’Egitto che cresce del 135%, “mostrando un passo convinto anche per l’inverno. Soffre un po’ tutta la Spagna (Baleari -4%, Canarie -10%), paga lo scotto del pricing, ma anche la ripresa dell’Egitto e dell’Italia, che in alta stagione ha capito che qualche cosa non andava sul fronte dei prezzi”. Ciò che si nota è anche “una frenata sul prodotto caraibico, il Messico (-8%) ha risentito del tema delle alghe, Cuba (-16%), che ha prodotto tanti numeri all’inizio ora si sta affievolendo”. I flussi si sono spostati sul Mediterraneo e sul lato crociere. Buone notizie per il Kenya (+66%), “che si sta riprendendo bene – commenta Colitta -, c’è un ritorno della fiducia, è la destinazione che, assieme a Zanzibar (+13%), sostiene il lungo raggio invernale”. s.v.


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