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Jenkins, Etoa: "La direttiva pacchetti? Creata per i politici, non per i consumatori"

07/11/2018 08:38
Il ceo dell'associazione europea dei tour operator parla delle forti potenzialità dell'incoming per l'Italia, alle prese con il nodo della logistica e con la burocrazia prevista per il post Brexit

Due anni di investimento per l'Etoa (European Tour Operators Association) hanno portato ad un notevole sviluppo ed ora l'ente conta più di mille membri, di cui oltre un centinaio (10% sul totale) italiani. Una bella rappresentatività per il nostro Paese che, come ci conferma il ceo Tom Jenkins, continua ad essere una destinazione molto apprezzata, in particolare per i turisti provenienti dai mercati lontani.

Il problema oggi è però un altro: "Con la Brexit - dichiara Jenkins - non temiamo tanto l'introduzione di visti che, a mio parere, non ci sarà, ma la burocrazia connessa all'ingresso dei turisti Uk che dovranno seguire, per l'immigrazione, una corsia non Ue". Jenkins spiega che è già stato stimato che questa procedura allungherà i tempi di 90 secondi a passeggero. "Per comprendere il fenomeno bisogna immaginare quando ci sono 200 o più persone da gestire. I Paesi europei dovranno attrezzarsi con più personale per evitare le code. Ci aspettiamo una decisione a livello Ue per comprendere meglio l'impatto".

Tra le problematiche ricorrenti che riguardano l'incoming gestito dall'Italia torna come sempre quello dei bus turistici a Roma. "La capitale italiana - riconosce Jenkins - è sicuramente molto congestionata, ma non è una soluzione 'bloccare' i pullman dei turisti. Attualmente - e illogicamente - il solo mezzo che i turisti americani o giapponesi hanno per girare in città è rappresentato dai taxi, con i conseguenti disguidi a livello di traffico e di inquinamento". L'Italia, secondo Jenkins, deve superare problemi legati alla logistica, ma per il resto "a livello di qualità e varietà d'offerta non ha nulla da invidiare ad altre destinazioni".

Sulla direttiva pacchetti, il suo giudizio è netto: "Non è stata creata per salvaguardare i consumatori, ma serve ai politici per garantirsi visibilità". Il ceo di Etoa è infatti convinto che le regole già ci siano e che i clienti siano sufficientemente garantiti e liberi di fare le proprie scelte. Quanto al fatto che ora anche le Ota dovranno adeguarsi alla norma, spiega che "in realtà non vale per i metasearch". l.d.


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