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La distribuzione italiana piace ai fondi stranieri

02/11/2018 08:33
La testimonianza arriva da Alfredo Vassalluzzo, amministratore unico di Travelbuy, che parla di fondi interessati ad entrare nel capitale sociale. La nazionalità è tedesca e spagnola

Gli investitori stranieri guardano con interesse alla travel industry italiana. In questa partita, non solo il tour operating è oggetto di attenzioni, ma anche la distribuzione organizzata. La testimonianza arriva da Alfredo Vassalluzzo, amministratore unico di Travelbuy, che parla di "un positivo interesse da parte di vari investitori stranieri che ci stanno contattando". Secondo quanto rilasciato dal manager a Guida Viaggi, si tratta di "fondi interessati ad entrare nel capitale sociale, per ragionare di acquisizioni in quanto hanno capito che il mercato italiano è interessante".

La risposta che il manager ha dato a tali proposte? "Stiamo valutando", ha detto e la nazionalità dei possibili interessati è tedesca e spagnola.

Dal canto suo Travelbuy è un network in crescita, che fa un passo alla volta in termini di sviluppo. Ad oggi conta 104 adv (di cui l’80% in Aip), con un fatturato globale di 11 mln di euro, contro i 5 mln del 2017. Un risultato trainato dal maggior numero di adv aderenti alla rete, visto che nel 2017 erano 70 filiali. Cresce anche il fatturato d’agenzia? "E' aumentato - asserisce il manager -, quest'anno nessuna adv ha fatto meno di 150mila euro, mentre in passato chiudevano a 90mila". Il manager ha rilevato tante "richieste da parte di giovanissimi, che si affacciano con fiducia al settore". Ricordiamo che Travelbuy è il network delle startup, ossia di adv che partono tutte da zero. Le formule proposte sono Aip e franchising. Da parte del network vuol dire un investimento sul fronte dell'assistenza, della consulenza, della formazione, ma come ritorno c'è la possibilità di "fare una politica univoca - spiega il manager -, un fronte comune a livello commerciale".

La rete ha un'anima tecnologica che porta avanti sul fronte degli investimenti. Come nel caso del portale b2b, oggetto di recenti rinnovamenti, il cui utilizzo è stato esteso anche a tutte le adv Primarete. "Abbiamo fatto degli investimenti sul fronte della modalità di ricerca, dei risultati, abbiamo integrato altri fornitori, soprattutto alberghi - fa sapere il manager - ed abbiamo stretto un accordo con un altro broker di autonoleggio spagnolo, che permette di prenotare a zero franchigia le auto con le diverse società, cosa che molti non fanno". Sul fronte dell'operatività cresce l'utilizzo che le adv fanno del portale, "se l'anno scorso venivano fatte 40 prenotazioni al giorno, oggi sono oltre 100". 

Il prenotato? Ad oggi il manager vede "molti mercatini di Natale e montagna o operazioni di groupage che organizziamo". In tutto ciò il 2019 sembra dare "dei segnali positivi, vogliamo fare sempre più fronte comune con Primarete e di progetti ce ne sono tanti". s.v.


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