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Chinasia: "Agli italiani piace la Cina classica e chiedono specializzazione"

17/10/2018 15:17
Il t.o. oggi trasporta 1500 passeggeri, il 20% repeater, con un fatturato che nell’ultimo triennio è cresciuto del 20%

Il foro romano, con la sua storia e le sue suggestioni, è stata la cornice che Chinasia ha scelto ieri sera per festeggiare il suo 30° compleanno.

Era il 1988 quando il fondatore Giancarlo Monaco sposò l’idea di portare turisti italiani in Cina, da allora, l’operatore ha sempre scommesso su questa destinazione, senza mai voltarle le spalle, anzi, diventando un profondo conoscitore e specialista dei suoi patrimoni e delle sue bellezze.

“Siamo stati i primi in Italia ad aprire il turismo verso la Cina ed oggi vi trasportiamo 1500 passeggeri (il 20% repeater) con un fatturato che nell’ultimo triennio è cresciuto del 20% - ha detto Laura Grassi, oggi amministratore unico di Chinasia -. Negli anni il profilo del nostro cliente è senz’altro cambiato, chi andava in Cina 30 anni fa apparteneva solitamente alla medio-alta borghesia mentre oggi posso dire che la destinazione è richiesta da ogni tipo di turista, anche dai più giovani. Gli italiani continuano a prediligere gli itinerari più classici, che conducono alla scoperta delle grandi città come Pechino, Xian, Guilin, Shanghai ed Hong Kong, ma non sono pochi quelli che iniziano ad orientarsi anche sugli itinerari di approfondimento, e mi riferisco in particolare allo Yunnan, al Tibet, e alla Via della Seta. Chi sceglie di visitare il Paese oggi si muove prevalentemente in gruppo - aggiunge Grassi -, ma vediamo che stanno aumentando sempre di più anche gli individuali. Rispetto ad altre destinazioni la Cina a mio parere ha risposto bene anche al calo diffuso della domanda da parte del mercato italiano, noi abbiamo avuto un buonissimo 2017 e quest’anno manteniamo il risultato positivo”. a.te. 


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