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Patanè: "Ora vi racconto la vicenda della Cina"

14/09/2018 09:00
In un'intervista a Gv il presidente spiega l'esperienza di questa estate e annuncia una probabile base aerea in Polonia e un accordo in vista con Cubana de Aviacion per la consegna di due aerei

Bastioni di Porta Volta, Milano. In mano l’elenco dei cinque punti della nostra intervista, ma niente, la regola dell’elastico - quella usata dai giornalisti per non irrigidire l’interlocutore alternando domande “morbide” ad argomenti spinosi - con Luca Patanè, presidente del Gruppo Uvet, non funziona. Lui vuole iniziare dalla numero due, la questione più delicata.

“Ora parto io e le dico un po’ di cose sulla questione Cina”.  E’ la sua spina nel fianco. “L’accordo con l’operatore Phoenix Travel Worldwide Co. Ltd. di Pechino prevedeva 5 voli da Bologna su altrettante città cinesi, poi siamo passati a 3 per poi arrivare ad un volo e mezzo e, a quel punto, alla sospensione dei collegamenti. Tenga presente che il rapporto con la Cina è 43 a 1, è evidente che l’Enac ha sbilanciato il bilaterale. Il problema deriva dall’ottenimento dei diritti di traffico, i cinesi usano la burocrazia e la lingua per questioni di protezionismo. Il nostro business plan era calibrato per 5 voli e avevamo destinato un aereo a quelle operazioni, ma intanto l’autorizzazione per la seconda città cinese chiesto un anno prima non arrivava mai e dopo il taglio di rotte l’operazione diventava anti-economica”.

Gv: Quale la mossa ora?

“Nei prossimi giorni avremo un incontro con l’Enac per parlare di diverse questioni, tra cui questa. E’ indispensabile rinegoziare i bilaterali. Non soltanto per noi. Anche per Neos, Meridiana, Alitalia ci deve essere una difesa politica. E’ l’Enac che deve intervenire per regolare gli slot, altrimenti anche Alitalia dovrà cambiare gli orari da Pechino. Sono in gioco i programmi delle nostre compagnie”.

Gv: A quel punto, dopo il taglio dei voli, come avete riprotetto le rotazioni?

“Abbiamo riprotetto su altre rotte, l’Egitto ad esempio è andato molto bene, durante i mondiali abbiamo gestito Polonia, Senegal, Messico…”.

Gv: L’operazione si è chiusa con quale perdita?

“Con il tour operator ci siamo messi d’accordo e più che di perdita parlerei di mancato guadagno”.

Gv: L’estate è stata contraddistinta dai disservizi aerei.

“E’ vero, ritardi e scioperi li abbiamo vissuti anche noi. Abbiamo anche subito una fake news su Cuba che parlava di un nostro volo bloccato e non era vero…. Abbiamo subito il guasto tecnico degli aeroporti in Grecia e certamente il capacity provider di questa estate ci ha dato dei problemi”.

Gv: Quale il business plan attuale della compagnia?

“L’andamento commerciale dell’inverno è buono e nonostante l’accorpamento di Eden in Alpitour abbiamo una buona copertura di voli, collaboriamo con Veratour, Settemari, Msc Crociere – che non avevamo come cliente – poi con la ripresa dell’Egitto avremo più collegamenti e stiamo preparando altre soluzioni”.

Gv: Quali?

“Abbiamo aperto un Varsavia-Nosy Be, un accordo settimanale con l'Italia, e non escludiamo una base importante in Polonia per la prossima estate sul medio-lungo raggio. Puntiamo sullo sviluppo all’estero, l’obiettivo è l’ottimizzazione della flotta, tanto è vero che nei prossimi giorni andrò a Cuba perché stiamo negoziando con Cubana de Aviacion la consegna di due aeromobili di medio raggio per le rotte caraibiche per l’inverno”.

Gv: Il programma di ammodernamento della flotta procede?

“Sì, il rinnovamento della flotta sul medio raggio va avanti e per il lungo raggio stiamo decidendo quale potrà essere la macchina giusta (ora abbiamo il 767)”.

Gv: Archiviata quindi l’esperienza Cina?

“Non direi, sono sempre pronto ad altre operazioni nel Paese, ma con regole diverse”. l.d.

Nei prossimi giorni online e sul prossimo numero di Guida Viaggi l’intervista integrale al presidente di Uvet, Luca Patanè


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