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Carte di credito in adv e vettori, continua la polemica

19/07/2018 09:50
L'intervento dell'Associazione prestatori servizi di pagamento sulle commissioni per i pagamenti elettronici in adv: "Comportamento delle compagnie aeree lesivo della libertà economica"

Pagamenti con carta di credito in adv, continua il dibattito. A seguito della revisione della Reso 890 di Iata, ferve la polemica tra vettori ed agenzie di viaggi relativamente ai sistemi di pagamento tramite carte di credito aziendali solitamente intestate alle agenzie di viaggio.

Il provvedimento, interpretato dalle compagnie aeree come una vera e propria penalizzazione dei pagamenti tramite carta di credito delle agenzie, stabilisce in realtà che le adv potranno utilizzare le proprie carte di credito solo “previa ed esplicita autorizzazione delle singole compagnie aeree, con le quali si stipula un accordo di servizio ad hoc”.

La recente decisione di British Airways di applicare dal 1 giugno 2018 un addebito del 5% sul pagamento di biglietteria aerea con la carta di credito dell’agenzia, viene visto da più parti  come un attacco delle compagnie aeree alle adv.

La nota mette in luce che l’atteggiamento tenuto dalle compagnie è in contrasto con la direttiva 2007/64/Ce, relativa ai servizi di pagamento del mercato interno, recepita nel nostro ordinamento dal Decreto Legislativo 27 gennaio 2010, n.11 che prevede che il beneficiario non possa applicare a carico del pagatore ulteriori spese relative all’utilizzo di strumenti di pagamento.
A ciò si aggiungono la potenziale creazione di intese restrittive della concorrenza e la possibile violazione delle clausole contrattuali che sanciscono un principio di non discriminazione sulla base dell’identità del punto vendita e delle sue carte appartenenti a un determinato circuito.

“Imporre le proprie condizioni alla pluralità di agenzie, incluse quelle con le quali non esiste un rapporto contrattuale - spiega Maurizio Pimpinella, presidente dell’Associazione prestatori servizi di pagamento Apsp - è non solo discriminatorio da parte delle compagnie aeree, ma lesivo della libertà economica e finanziaria e non riconosce che i pagamenti elettronici rappresentano l’architrave dell’economia che connette il mondo professionale, produttivo e dei servizi e supporta la competitività delle imprese”.

"Scenari di questo tipo - si legge in una nota dell'associazione - possono diventare un infelice precedente per i servizi di pagamento elettronici e suggerire una regressione anche in settori diversi da quello del travel, frammentando l’offerta e confondendo aziende e consumatori".

"Per questo motivo - conclude la nota - Apsp si affianca ad Assoviaggi, Astoi, Fto ed altre associazioni che rappresentano la categoria delle agenzie di viaggi a supporto dei pagamenti con carta di credito e promuoverà tutte le iniziative volte a fare chiarezza a beneficio di tutti i propri associati, emittenti di sistemi di pagamento elettronici".


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