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Ventura, Ami Assistance: "Ecco le criticità della direttiva Idd in adv"

11/07/2018 10:45
In una lettera ad Aiav, il presidente dell'azienda di travel insurance spiega i punti deboli della direttiva sulla distribuzione assicurativa e propone: "Si vieti la vendita da parte di t.o. e adv"

Una presa di posizione che mette in luce le criticità della direttiva Idd sulla distribuzione assicurativa e sul suo recepimento in Italia, attualmente in fieri. L’ha espressa Gualtiero Ventura, presidente di Ami Assistance, in una lettera indirizzata a Fulvio Avataneo, presidente di Aiav, l’associazione italiana degli agenti di viaggio.

“Se tutto dovesse rimanere così come riportato nell’Idd appena pubblicato - scrive il presidente dell'azienda di travel insurance - ritengo che l’applicazione di tali norme comporterà diverse criticità amministrative, organizzative e soprattutto numerosi costi a carico delle adv, non controbilanciati dagli eventuali ricavi”. Pur considerando positivo l’obiettivo della ricerca della trasparenza che si è posto il legislatore nella stesura del testo, Ventura si chiede se tale principio possa essere applicato con senso anche al comparto del turismo: “Ricordo con piacere - prosegue la lettera - le oltre 13.000 agenzie degli anni 2006/10 e le centinaia di piccoli, medi e grandi tour operator… Dove sono andate a finire le oltre 5.000 adv che oggi mancano all’appello? E i vari Teorema, Valtur, I Viaggi del Ventaglio, Comitours e tanti altri ancora? Morti e sepolti. Considerato il fatto che il settore ha di per sé già diversi problemi, la mia preoccupazione è che con questa nuova norma la selezione sarà ancora più feroce e che la distribuzione turistica subirà un’altra bella sforbiciata”.

Sulle possibili conseguenze dell’Idd sulle adv “ci sono ancora punti poco chiari all’interno della normativa, ma l’art.10 dedicato ai requisiti professionali delle adv parla chiaro in termini di formazione specifica e di capacità finanziaria obbligatoria". Ventura va poi nel concreto: "Ogni anno, ad esempio, gli addetti dovranno effettuare 15 ore di formazione, che per un dipendente costano circa 300 euro. Se pensiamo che l’agenzia, vendendo mediamente 2.000 euro di polizze l’anno incassa circa 600/800 euro di commissioni è normale che ci si chieda se ne valga davvero la pena. Con l’art 10.6 comma b arriviamo poi all’apoteosi dell’assurdo. Si legge che l’intermediario dovrebbe possedere in modo permanente una capacità finanziaria pari al 4% della somma dei premi incassati e comunque non inferiore a 18.750 euro. Per mantenerla, applicando la stessa modalità di calcolo, dovrebbe incassare premi assicurativi per 468.750 euro”.

La lettera di Ventura al presidente di Aiav si conclude quindi con una proposta, ovvero quella di “vietare la vendita delle polizze da parte dei tour operator e delle adv e di istituire la figura dell’agente assicurativo ‘di vicinanza’, che possa mantenere un contatto costante e collaborativo con gli operatori del turismo. In questo caso, dato che il business di questa nuova professionalità non si limiterà certo alla vendita di 20/30 polizze l’anno nel comparto del Travel Insurance, le eventuali norme da seguire già sarebbero il suo pane quotidiano così come l’impatto economico sarebbe del tutto risibile rispetto al monte globale di provvigioni che percepirebbe per la sua attività principale”.


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