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Ami Assistance: “E’ l’applicabilità dell’Idd il problema”

15/06/2018 09:28
Principi sani, ma costi non parametrati al settore e limiti inattuabili. Vediamo da vicino le criticità dell’Insurance distribution directive che entra in vigore il 1° ottobre

Il 2018 sarà un anno  di importanti cambiamenti, dovuti all’entrata in vigore della Insurance Distribution Directive (Idd) e della nuova normativa che regolamenta i pacchetti turistici, appena pubblicata nella Gazzetta Ufficiale. Mentre s’insinuano le ipotesi che gli investimenti per adeguarsi comporteranno un’ulteriore crisi economica per i dettaglianti che non riusciranno a mettere a budget i costi (consulenze, formazione, ammortamenti), abbiamo pensato di fare il punto con gli esperti proprio dal punto di vista del conto economico riguardo all’Idd.

Premesso che solo quando verrà emesso il decreto attuativo si capirà se tutte le norme indicate nell’Idd saranno effettivamente applicate nell’ambito delle agenzie viaggi e in che modo verranno interpretate, alcune problematiche vengono già rilevate da Gualtiero Ventura, presidente di Ami Assistance: “Se tutto dovesse rimanere così, ritengo che ci siano diverse criticità visto che gli oneri amministrativi di trasparenza, di base corretti, implicano dei costi per le agenzie di viaggio non indifferenti, ma soprattutto non supportati da adeguati ricavi”.

Ventura parte dal presupposto di un punto vendita che realizza in media circa duemila euro di premi all’anno con una provvigione lorda del 30% circa. “Gli obblighi introdotti dall’Idd non sono commisurati al giro d’affari medio: le 15 ore di formazione obbligatorie per singolo addetto alla vendita, oppure la capacità finanziaria permanente richiesta che deve essere pari al 4% dei premi annuali incassati e non inferiore a 18mila750 euro, il che significa che deve vendere per un volume di affari di circa 470mila euro. Infine l’obbligo dei conti separati per la vendita delle polizze”.

Si aggiunga che “l’articolo 17 sancisce che l’agenzia non può adottare disposizioni in materia di compenso - obiettivi di vendita/incentivi -,  perché è suo dovere agire nel miglior interesse del cliente offrendo il prodotto assicurativo che meglio risponde alle esigenze, mentre l’articolo 19 stila una lista di documenti/informazioni che le agenzie dovrebbero fornire al viaggiatore in fase di vendita, tra cui quello che lo informa di quanto viene effettivamente percepito per la commercializzazione di quella singola polizza”. Il dubbio: tutto questo non ridurrebbe, ancora più di oggi, la decisione del cliente finale a essere una mera questione di prezzo più che di qualità del prodotto, e di miglior risposta alle sue necessità?

Per essere chiari: di base sono sicuramente sani principi il concetto di trasparenza verso il cliente, così come il richiedere agli addetti una maggiore conoscenza dei prodotti venduti che l’Idd cerca di introdurre, ma l’applicabilità diventa il vero problema. “E’ vero che viene previsto dalla normativa un perimetro di non attuazione di questi obblighi, ma che risulta praticamente nullo se si considera la diminuzione del limite massimo di premio per persona emettibile dalle agenzie di viaggio, che scende dai 500 euro attuali a 200. In pratica le agenzie che trattano soprattutto Europa e Mondo saranno costrette ad adeguarsi per non rischiare di ritrovarsi nell’impossibilità di emettere polizze che molto spesso saranno superiori ai 200 euro a persona”, conclude Ventura. p.ba.

Dell'argomento trattiamo nello Speciale Assicurazioni 2018 in uscita su Guida Viaggi cartaceo del 18 giugno


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