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Il marchio Valtur è all'asta

13/06/2018 18:16
Tra gli interessati, c'è Alpitour, che avrebbe fatto un'offerta, ma pare che ve ne sia anche un'altra, per ora riservata

Nella giornata in cui scattano i 231 licenziamenti dei dipendenti Valtur, arriva un'altra notizia per il noto t.o. Il marchio va all’asta e, secondo quanto afferma Filcams Cgil “ci sono già offerte presentate al liquidatore”, ma i lavoratori sono “ancora in bilico”. Tra gli interessati, a quanto ci risulta c'è Alpitour, che avrebbe fatto un'offerta, ma pare che ve ne sia anche un'altra, per ora riservata.

Dal canto suo Filcams Cgil, insieme a Fisascat Cisl e Uiltucs, ha chiesto al liquidatore “di non procedere con i licenziamenti (domani scadono i termini della procedura di licenziamento) e di riaprire il tavolo al ministero dello sviluppo economico chiedendo a chi ha manifestato interesse per il marchio la disponibilità ad avviare un percorso di recupero dell’azienda e dell’occupazione”.

Il ministero dello Sviluppo, che era presente all’incontro, ha chiesto al liquidatore "di favorire la riapertura di un tavolo per il recupero dello storico tour operator, rinviando l’esecutività dei licenziamenti, in presenza di offerte economicamente considerevoli sul marchio e tenuto conto anche della presenza di villaggi del perimetro non ancora gestiti da altri operatori”.

Come si legge su fonti di stampa, il liquidatore “ha posto come ostacolo al rinvio l’effetto che un eventuale dilazione dei licenziamenti avrebbe sulla procedura di liquidazione, con un aumento dei costi non previsto”.

Luca De Zolt, della Filcams, ha fatto presente che “l’investitore che ha prodotto con le sue scelte questa situazione drammatica, dovrebbe a nostro avviso farsi carico dei costi ulteriori, come atto di responsabilità. Ma non vogliamo dare alibi a nessuno: come organizzazioni sindacali ci siamo anche detti disponibili, come soluzione alternativa, a individuare strumenti che non aumentino i costi della liquidazione, considerando che i lavoratori sono titolari di crediti nei confronti della stessa, mantenendo attivi i rapporti di lavoro. Senza una risposta affermativa del liquidatore domani i termini legali della procedura di licenziamento scadranno comunque. Questo renderebbe più difficile e complesso il lavoro di reindustrializzazione proposto dal ministero dello Sviluppo e sarebbe un ulteriore schiaffo ai lavoratori da parte di Investindustrial".

De Zolt ha fatto presente che, "in ogni caso, noi continueremo a premere per una soluzione che metta al riparo il marchio da operazioni speculative e apra una prospettiva di recupero di Valtur e dei dipendenti”.


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