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Lh su Alitalia: prima la ristrutturazione, poi il rilancio

08/06/2018 15:37
Il gruppo tedesco rimane alla finestra in attesa di conoscere la posizione del nuovo governo italiano. "Non siamo Etihad", dice Spohr al Corriere

Lufthansa rimane a guardare ma non molla la presa su Alitalia, sonda le intenzioni del nuovo governo a Roma sul futuro della compagnia tricolore, ma prepara anche diversi piani d’azione nel caso di uno stop del processo di vendita della società dal 2 maggio 2017 in amministrazione straordinaria. Ne parla il Corriere della Sera, indicando tra le opzioni più considerate quella di procedere con investimenti massicci su Air Dolomiti o Eurowings.

Le idee sono chiare: "Alitalia deve essere prima ristrutturata dai commissari straordinari e poi possiamo subentrare: e come dimostrano i casi di Swiss e Austrian Airlines quando entriamo in gioco noi le compagnie tornano a fare profitti", afferma Carsten Spohr, amministratore delegato del gruppo Lufthansa, al margine dei lavori del vertice annuale a Sydney della Iata. "Aspettiamo che il governo inizi a lavorare, non abbiamo avuto notizie da loro e di certo non faremo pressioni: non sarebbe corretto - prosegue l’a.d.-.Il mercato resterà interessante sia in entrata che in uscita nel vostro Paese". Il manager, spiega Il Corriere, continua a ritenere Alitalia un asset rilevante per i piani di espansione di Lufthansa, non solo perché il mercato tricolore è il secondo più importante per il gruppo tedesco. "Alitalia è un brand noto nel settore e ha un suo ruolo — dice Spohr -. L'azienda starebbe benissimo nel nostro gruppo, Roma potrebbe diventare senza alcun problema il quinto hub principale". Aggiungendo: "La flotta dipende da quanto profittevole è una compagnia: più lo è, più velivoli avrà", ma "l'Italia è un grande mercato e Alitalia dovrebbe avere più aerei di quelli che possiede oggi. Quando un giorno incontrerò i sindacati glielo dirò".

Nessun commento, sostiene Il Corriere, sul ruolo che Air Italy (ex Meridiana) potrebbe avere in questo contesto, sebbene Spohr si sia intrattenuto a lungo con Akbar Al Baker, a.d. di Qatar Airways e proprietario del 49% di Air Italy. Diversa la situazione rispetto a Etihad: "In tutta modestia noi non siamo Etihad — risponde Spohr —. Siamo più vicini all'Italia geograficamente e investiremmo soltanto dopo la ristrutturazione, al contrario di Etihad che ha messo i soldi prima sperando poi nella ristrutturazione". 


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