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Imposta di soggiorno: patto Airbnb e Anci Toscana

25/05/2018 16:39
Per digitalizzare la riscossione. Immediata la replica di Federalberghi regionale: "Siamo arrivati al paadosso"

Accordo raggiunto tra Anci Toscana e Airbnb sulla riscossione dell’imposta di soggiorno. L’annuncio è stato dato da Francesca Basanieri, responsabile Turismo Anci Toscana e sindaco di Cortona, e Alessandro Tommasi, public policy manager di Airbnb Italia all’incontro @Trazione Toscana a Torre del Lago (Lucca), appuntamento della rassegna Dire e Fare sul Turismo in Toscana. Grazie all’intesa, i comuni che aderiranno potranno beneficiare in maniera semplice e digitale della riscossione e il versamento dell’imposta, che verrà gestita direttamente da Airbnb per tutte le prenotazioni effettuate sulla sua piattaforma. Nel 2017 sono stati oltre 1.300.000 gli ospiti che hanno soggiornato in regione attraverso la piattaforma, per una permanenza media di 3,6 notti.

Secondo i dati diffusi di recente dall’Osservatorio Nazionale sulla Tassa di Soggiorno di Jfc, quest'anno saliranno quasi a 900 i Comuni che applicano la tassa. Nel 2017 è stata superata quota 463 milioni di euro di incasso, mentre nel 2018 si andrà oltre i 507 milioni, che potrebbero diventare circa 660 milioni.

In Toscana, nel 2016 i comuni che avevano introdotto la tassa di soggiorno erano 96, per un gettito di circa 54 milioni di euro; oggi superano abbondantemente i 100 (su 274).

L’accordo quadro prevede alcuni punti importanti: laddove non prevista, l’imposta di soggiorno sarà estesa anche alle locazioni brevi; dovrà essere stabilita un’unica tariffa, calcolata in percentuale sul prezzo (soluzione già adottata da alcuni comuni italiani) o eventualmente un’unica tariffa su extra-alberghiero (come soluzione sub-ottimale). Si dovrà stipulare un’apposita convenzione operative con Airbnb, replicabile anche con altre piattaforme online. Le piattaforme si sostituiranno ai soggetti ospitanti nella riscossione e riversamento dell’imposta di soggiorno in qualità di agenti della riscossione e quindi, per quei soggiorni prenotati tramite la piattaforma.

Immediata la replica di  Federalberghi Toscana: "Assistiamo a una sorta di mondo alla rovescia, siamo arrivati al paradosso - ha affermato il presidente Daniele Barbetti -: la causa primaria dell'espandersi del sommerso e dell'abusivismo di massa nel settore ricettivo della Regione Toscana vorrebbe oggi ergersi a paladino della correttezza e del rispetto delle regole. Da un lato, accampando ipotetiche e fantasiose difficoltà tecnico-tecnologiche, si viola la legge che attribuisce ai portali il ruolo di sostituto di imposta e, dall'altro, si propongono ai comuni degli accordi su strumenti digitali innovativi per semplificare loro l'incasso dell'imposta di soggiorno."

"Da quando - prosegue il presidente Barbetti - lo Stato italiano, il ministero dell'Economia e l'Agenzia delle Entrate hanno meno importanza degli accordi con i privati? Siamo naturalmente favorevoli all'applicazione di qualsiasi strumento che possa aiutare imprese e cittadini a operare nel terreno della legalità, ma invitiamo le istituzioni a svolgere il loro ruolo e a far rispettare anche alle multinazionali che operano online le normative che già oggi sono vigenti".


 


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