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Geo: "Il futuro delle adv passa (anche) da Facebook"

23/05/2018 09:54
"I big data potenziale poco sfruttato dalle adv", dice il network: un sistema di post sul social porterà in due click alla teleprenotazione e alla chiusura della pratica. E sui cataloghi...

Come profilare sempre più esattamente il cliente, creare domanda e raggiungere il pubblico potenziale con canali di contatto e di marketing molteplici, anche virali. E’ stato questo uno dei focus proposti alle adv dalla convention di Geo Travel Network, con l’ad Luca Caraffini che non ha mancato di sottolineare fin dall’apertura come “le adv ancora oggi non gestiscono al meglio i dati dei clienti, che invece – come è noto - costituiscono il vero petrolio dei nostri tempi”.

Da qui l’esigenza di aiutare gli agenti a sfruttare le potenzialità dei big data. Come? “Il nostro network ha moltiplicato gli strumenti a disposizione delle agenzie: l’ultima novità è un sistema di post su Facebook sulle destinazioni preconfezionati da noi e personalizzabili dalle singole adv, ideati per portare in due click alla teleprenotazione e alla chiusura della pratica. L’agenzia deve essere messa in grado di prevenire la domanda del cliente”, fa presente il manager.

Così, se l’utilizzo a pieno regime del Crm risulta ancora un impegno troppo gravoso per molti agenti, anche il direttore commerciale del network, Dante Colitta, si è soffermato sull’importanza di evolversi e di cambiare modo di lavorare: “La tecnologia desta sempre preoccupazione. Anche anni fa, all’arrivo del primo gestionale in agenzia, a molti sembrava uno strumento ostico: oggi, se a un agente togli i Gds, non lavora più”.

Poi, rivolgendosi direttamente alla platea, sprona a quel "CambiaMente" che ha costituito lo slogan ufficiale della convention: “Il network ha avuto il coraggio di osare, e può portare innovazione, mentre voi pensate di non poterlo fare perché serve tempo che non avete. Invece si può”.

Anche l’azionista Costa Crociere ha preannunciato un progetto dedicato ad aiutare gli agenti nella profilazione della domanda, di cui vi parleremo in un'altra news.  

Il ruolo del catalogo sullo scaffale
Ma se i fari sono quindi tutti puntati sul digitale, che destino avranno i tradizionali cataloghi? Pier Ezhaya, direttore tour operating del Gruppo Alpitour, ha le idee chiare, e ottiene consensi dalla platea di adv quando spiega che “il catalogo certamente non è più lo strumento di 10 anni fa: oggi è più un magazine sulle destinazioni. Ma, nell’epoca del dynamic pricing e di una gran parte dei clienti che passa esclusivamente dai canali digitali e via mobile, credo che il catalogo sullo scaffale costituisca l'identità dell'agenzia di viaggi, che altrimenti diventa un'agenzia immobiliare. E’ per questo che spendiamo ogni anno 4 milioni di euro per i cataloghi: perché continuiamo a ritenerli uno strumento di valore”. g.m.


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