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Clementi, I Grandi Viaggi: "Non abbiamo padroni terzi"

22/05/2018 10:00
L'ampliamento della gamma di prodotto sta dando risultati concreti alla società, che conferma: "Noi andiamo avanti nella tradizione, un passo dietro l'altro"

Continueremo a fare quel che abbiamo sempre fatto, un passo dietro l’altro”. Esordisce così Corinne Clementi,  ceo de I Grandi Viaggi, spiegando il modello di business dell’azienda alla luce dei cambiamenti di mercato. Una trasformazione – dalla nascita del mega polo Alpi-Eden alla liquidazione di Valtur fino alla nuova politica commerciale di Club Med in Italia – che inevitabilmente avrà dei riflessi sui rapporti tra il villaggista quotato in Borsa e la rete agenziale.

“Noi andiamo avanti nella tradizione e la nostra italianità rimane tale – assicura la manager saldamente a capo della società e fautrice del ritorno al tour operating -. Non abbiamo alle spalle motivazioni politiche e siamo sereni anche perché non abbiamo padroni terzi, In un settore così delicato dare conto ad esterni può essere rischioso”. E prosegue: “Basta sbagliare una mossa nell’industria dei viaggi e anche il più bravo ne paga le conseguenze”.

Clementi si sofferma poi sulla solidità aziendale: “Abbiamo riscattato tutte le proprietà e tra due anni valuteremo cosa fare con TH Resorts delle strutture di La Trinité e Le Castella (attualmente gestite da TH). Intanto – aggiunge riferendosi al potenziamento del tour operating – con l’ampliamento dei prodotti il mercato ci sta dando delle belle gratificazioni e le agenzie sanno che agiamo senza mosse speculative. Poi valuteremo la situazione di mercato – aggiunge – ma è chiaro che non abbiamo bisogno di vendere e i nostri fondamentali vengono premiati in Borsa, con un titolo che supera i due euro ad azione”.

Tra le motivazioni della buona tenuta a Piazza Affari, Clementi elenca: “Un buon controllo di gestione, un’attenta gestione dei costi e mosse ponderate”. E conclude: “Staremo a vedere il trend di mercato, certo è chiaro che la situazione italiana interferisce, la legge sulla Direttiva Pacchetti in arrivo è penalizzante per le nostre aziende e cambiano le responsabilità nelle clausole assicurative. Si dovranno fare dei ragionamenti in merito e anche il settore assicurativo è in via di trasformazione”. l.d.


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