EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Notizie

I big data "la sfera di cristallo" del turismo

13/03/2018 09:33
Raffaele Calegari, chief of strategy di Dcg, spiega come una adv può sfruttare i dati o un network usare un algoritmo predittivo per rendere la propria offerta sempre più mirata

I dati sono la sfera di cristallo del turismo. "Il sapere serve per prevedere. I dati mi servono per capire come muovermi in futuro”, afferma Raffaele Calegari, chief of strategy di Dcg, società di consulenza strategica per la trasformazione digitale delle imprese.

Come può una adv sfruttare i big data o un network usare un algoritmo predittivo? Secondo il manager se l’adv è in possesso del profilo del cliente, sa che quando sceglie una vacanza vorrà anche fare una serie di attività.

“Se si potesse dare alle adv un sistema in grado di suggerire opzioni precise adatte a quel cliente, l’adv farebbe una proposta molto tarata già quando lo ha di fronte a sé, pertanto potrebbe vendergli molti più servizi. Per esempio se so che ama il diving gli posso fare delle proposte già quando è in agenzia”, il che vorrebbe dire portare più business nel punto vendita. Da qui si comprende l'importanza di profilare il cliente, anche quello nuovo. Per farlo, suggerisce il manager, basta un questionario da 7/8 domande, ma che siano quelle giuste, che utilizzano un algoritmo. “Per esempio se la survey viene fatta in digitale con l’ipad, con il cliente che risponde quando è nel punto vendita, un algoritmo che funziona bene mi sa dare info utili in tempo reale, ottimizzando il processo di vendita. E al cliente che ha partecipato direttamente in adv posso dare un premio”. 

La raccolta dati è quindi fondamentale, sia quelli transazionali (so cosa compra il cliente, cosa gli piace, il tipo di propensione all'acquisto), sia quelli qualitativi. L'esempio fornito dal manager riguarda una società di taxi di Dubai. A seguito dell'avvento di Uber ha registrato un calo. Cosa ha fatto per recuperare ciò che è stato perso? Ha usato una app come Uber? No, dice Calegari, la scelta è stata "far trovare i propri taxi direttamente fuori in prossimità dell'evento, così che il cliente non è stato costretto a chiamare Uber. La società ha previsto da dove fruivano le chiamate ogni giorno. Per farlo si è servita di tanti dati qualitativi (il giorno della settimana, se c'era una fiera, se erano stati cancellati dei voli, se c'era un evento sportivo), ossia si è servita di quei dati che con la chiamata del taxi non c'entravano". Più sono i dati qualitativi più aumenta il grado di accuratezza della probabilità.

I software di analisi predittiva sono il futuro di una migliore gestione aziendale, è stato detto. Prova ne è la sanità. Un ambito che ha una governance da qui a 20-25 anni, dove riuscire a prevedere i bisogni di intere popolazioni che invecchiano vuol dire garantire una maggiore qualità della vita ai cittadini. Per questo si devono massimizzare gli investimenti in tecnologia. Il modello dei sistemi sanitari è condizionato dall’invecchiamento della popolazione e si orienta sempre più verso strumenti capaci di prevedere i bisogni futuri.

Se prima il modello di cura si basava sulle criticità e sulla malattia, oggi tramite i big data si basa su gruppi di popolazione. Ci sono regioni che stanno già facendo analisi dei dati per verificare il livello di rischio in termini di salute. La domanda è, come si può trasportare il medesimo approccio nel turismo per aiutare le aziende a programmare (meglio) la catena di produzione e distribuzione? Per farlo "abbiamo bisogno di big data il più possibile trasversali - afferma Calegari -, ottenuti da fonti diversificate".

E, a suo dire, "il dato migliore è quello incrociato”. Per intenderci, se Rimini avesse una tessera fedeltà i turisti con i loro dati potrebbero comunicare molto agli alberghi. s.v.

 

 

 


TAGS

QUESTO ARTICOLO MI FA SENTIRE

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte