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Carlson Wagonlit Italia: uno spiraglio per la sede di Torino

12/03/2018 10:28
Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno ottenuto la disponibilità al confronto su un piano organizzativo che non preveda la chiusura

E' avvenuto lo scorso 6 marzo l’incontro con Carlson Wagonlit Italia in ordine alla procedura di licenziamento collettivo avviata dalla società in previsione della chiusura della sede di Torino. Da una nota di Filcams Cgil nazionale, si apprende che, dopo un avvio della trattativa difficile, le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno ottenuto dalla società la disponibilità al confronto su un piano organizzativo che non preveda la chiusura della sede di Torino. 

“Abbiamo individuato un set dei possibili strumenti su cui far leva per evitare la chiusura della sede Piemontese ha affermato Filcams Cgil in una nota - e fissato come termine per la verifica di questi strumenti il prossimo 19 marzo. Entro questa data, l’azienda raccoglierà delle pre-adesioni ad un’eventuale mobilità volontaria che potrà essere realizzata su tutto il territorio nazionale in sostituzione della mobilità di Torino”.

Oltre alla mobilità volontaria, le organizzazioni sindacali hanno chiesto che l’azienda prenda in considerazione le richieste di passaggi a part-time e le ricollocazioni sul settore M&E. L’azienda si è impegnata, da qui al 19 marzo, a raccogliere tutte le richieste di trasformazione a part time, che verranno valutate e, se concesse, seguiranno le condizioni contenute nell’accordo sindacale del 4 dicembre 2017.

I sindacati hanno anche ottenuto la sospensione del decorso della procedura di licenziamento fino all’incontro del 19 marzo, e hanno quindi deciso di interrompere le iniziative di mobilitazione.

La nota fa presente che "resta sullo sfondo la necessità di introdurre regole comuni nel mercato dei servizi all'impresa nel segmento business travel per fermare le delocalizzazione e la spirale di concorrenza a ribasso che sta coinvolgendo il settore; per questo deve proseguire il confronto in sede Mise proposto dallo stesso ministro Calenda". 


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