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Marsupio su Valtur: "Al comparto serve industrializzazione"

08/03/2018 09:34
Il network ha delle pratiche aperte, non molte in quanto il contratto commerciale era ancora ben lontano dal chiudersi, essendoci tante situazioni da definire. Non ci sono notizie di annullamenti

Non crede che ci potranno essere immagini di villaggi Valtur chiusi questa estate, semmai "ci sarà una cessione della commercializzazione - commenta a Guida Viaggi Massimo Caravita, presidente di Marsupio Group -. In ogni caso è una situazione che fa male al comparto. C'è poi l'aspetto del contingente, per qualche cliente ci potrà essere qualche problema, anche se gestito, se non altro di trepidazione", osserva il manager. A suo dire il comparto ha "un disperato bisogno di industrializzazione, di investitori (meglio se industriali, appunto), che portino capitali nel mondo dei viaggi". 

Il manager in realtà fa un passo in più ed afferma che non si può avere solo un "comparto di aziende familiari, vanno bene, ma non lo possono essere in toto" (nel senso che nel management devono esserci anche manager esterni alla famiglia, scelta operata da alcune realtà, ndr)", se no, a suo dire i capitali arriveranno dall'estero. "E' una strada che bisogna percorrere e Bonomi ne rappresentava un pezzetto - osserva Caravita -. Portava una visione industriale di una catena alberghiera con progetti di crescita importanti, poco dopo falliti". 

Bisogna tener presente che si sta parlando di aziende "con un business model di 30 anni fa, con costi del personale sempre di 30 anni fa, non più gestibili. Sta accadendo la stessa cosa che successe a Cit", osserva Caravita.

Il network ha delle pratiche aperte, non sono molte in quanto "il contratto commerciale era ancora ben lontano dal chiudersi, essendoci ancora tante situazioni da definire". Bisogna vedere chi prenderà in gestione le strutture, Marsupio sta valutando assieme al t.o. quale possibile esito avranno le pratiche, se saranno gestite da Valtur, o dalla struttura o da un altro gestore. "Ci sarà un passaggio di consegne, l'importante è che si risolva a breve se no l'impatto sulla clientela sarà negativo".

Le pratiche ad oggi sono attive, c'è stato uno stop alle ulteriori vendite, ma non ci sono comunicazioni che dicano che le pratiche in essere siano state annullate.  

In questo caso è l'adv che deve dire "rinuncio alla pratica per riproteggere il cliente, visto che ci sono situazioni non chiare, che possono portare ad una mancata garanzia". In queste circostanze entra in gioco quella che si chiama "la diligenza del buon padre di famiglia, ossia l'articolo del codice civile 1176 - citato dal manager -, in base al quale l'adv annulla perchè non è tranquilla, dovrebbe quindi rinunciare alla pratica, farsi carico delle penali e riproteggere il cliente. Non mi risultano al momento cancellazioni, ma solo lo stop alle vendite dato da Valtur. Inoltre, non è detto che le prenotazioni non siano soddisfatte". A detta del manager non ci sono le condizioni perchè intervenga il fondo di garanzia. s.v. 

Per approfondimenti sul tema a questo link le nostre notizie sulla Crisi Valtur 2018

 


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