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Carte di credito, gli agenti di viaggio Uk chiedono più controlli

25/01/2018 14:42
Il rischio è che aumentino i prezzi per il consumatore finale

L’Abta, associazione britannica degli agenti di viaggio e dei tour operator, insieme ad Aito, l’associazione dei tour operator indipendenti, alla Scottish Passenger Agents Association e alla The Advantage Travel Partnership, ha chiesto al ministero delle Finanze di Londra di predisporre una revisione “urgente e approfondita” del mercato dei pagamenti con carta di credito, pretendendo maggiore trasparenza. La notizia arriva dall'agenzia di stampa britannica Travelmole.

La richiesta è il risultato di una recente indagine che ha riguardato gli associati Abta, rivelando che dopo l’introduzione nel 2015 dell’Ifr, l’Interchange Fee Regulation – il regolamento dell’Unione Europea sulle commissioni di scambio –, il 58% degli intervistati ha riscontrato costi maggiori per i pagamenti con carta di credito e pochi risparmi significativi.

Il tetto di Ifr alle commissioni interbancarie è 0,2% per le carte di debito e 0,3% per le carte di credito (le fee bancarie e i fornitori di carte si addebitano reciprocamente), “tuttavia – sottolinea Abta – sembrerebbe che gli stessi fornitori hanno aumentato altre commissioni sulle carte per coprire il deficit di entrate”. A questo quadro si aggiunge la direttiva introdotta a gennaio sui servizi di pagamento che vieta di trasferire sui clienti i costi delle transazioni con carte di credito e debito.

L'Abta aggiunge inoltre che “c'è anche un malinteso comune, alimentato dai media, in base al quale la commissione di interscambio dello 0,2% o dello 0,3% sia il costo totale per le imprese; alcuni membri hanno invece segnalato commissioni totali fino al 3% - oltre 10 volte superiori".

"Introducendo l'Ifr e le conseguenti direttive sui pagamenti - sottolinea Mark Tanzer, amministratore delegato di Abta - l'intenzione dell’Unione Europea era quella di ridurre le spese sulle carte, a beneficio del pubblico. In realtà, lungi dal favorire il cliente, è probabile che il divieto di sovrattassa aumenti i prezzi a tutti i livelli, interessando tutti i consumatori, compresi quelli che desiderano pagare con altri metodi”. Per Tanzer quindi, “il governo deve urgentemente rivedere i ricarichi da parte delle società di carte di credito in modo che questi siano proporzionati e giusti e che i risparmi effettivi siano realmente a beneficio dei consumatori".

La nota conclude evidenziando che le agenzie di viaggio “saranno probabilmente costrette a prendere in considerazione l'introduzione delle spese di booking per coprire i costi di addebiti elevati sulle carte o rifiutare del tutto i pagamenti con carta”.


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