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Concessioni balneari: bloccata la legge delega sulle gare

15/12/2017 14:08
La posizione di Assobalneari Italia – Federturismo Confindustria. La discussione passa al prossimo Parlamento

Con le audizioni al Senato la legge delega sulle gare per le concessioni balneari viene bloccata. La discussione al prossimo Parlamento.

"Esprimo soddisfazione - dichiara il presidente di Assobalneari Italia, Fabrizio Licordari - per aver ricevuto comunicazione dal senatore Maurizio Gasparri dell’accettazione al Senato delle richieste di audizione che Assobalneari Italia ha proposto sulla falsa riga di quelle già svolte alla Camera. Una decisione che ha provocato le dimissioni delle due relatrici, decretando la fine della legge delega perché, come ha dovuto ammettere il senatore Salvatore Tomaselli (PD), verranno materialmente a mancare i tempi per affrontare la questione".

L’azione di Assobalneari Italia quindi ha permesso di allungare i tempi di discussione della legge delega che prevedeva le aste pubbliche e non il rinnovo per le concessioni balneari, riporta una nota. "Siamo contenti - prosegue Licordari - di aver contribuito, attraverso un’azione di ostruzionismo iniziata alla Camera insieme alle forze di centro destra con gli onorevoli Bergamini, Giacomoni, Palmizio e Savino e continuata poi al Senato con i senatori Gasparri e Pelino, a far decadere un provvedimento che altrimenti avrebbe penalizzato le imprese italiane".

Una battaglia che ha visto Assobalneari e il presidente Licordari in prima fila perché in gioco c’è il destino di oltre 30.000 imprese familiari, ma anche di un asset strategico per il sistema Paese e l’economia italiana.

"Con Federturismo abbiamo sempre sostenuto con fermezza la nostra posizione abrogativa al contrario delle altre sigle sindacali che hanno accettato questo Ddl, che di fatto avrebbe certificato le evidenze pubbliche, limitandosi a proporre emendamenti che avrebbero solo dato il via libera al provvedimento distruggendo un settore imprenditoriale che oggi funziona e paralizzando gli investimenti. La palla ora passa al prossimo Parlamento che auspichiamo possa avere un'altra sensibilità sulla questione delle concessioni e sappia tutelare le proprie imprese, come hanno fatto Spagna e Portogallo". 

 

 


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