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Federalberghi Veneto sbugiarda la sharing economy

18/05/2017 15:15
“Il web abbatte le barriere comunicative, ma insieme instaura un regime di mercato senza più regole”

Ad aprile 2017, nella settimana di Pasqua, nella regione Veneto, risultavano disponibili su Airbnb 12mila259 alloggi, di cui 8.448 (68,91%) riferiti a interi appartamenti e 8.988 (73,31%) disponibili per più di sei mesi. Sono i dettagli che Federalberghi Veneto mette a disposizione per sottolineare il peso della cosiddetta sharing economy presto ribattezzata “scado economy” a significare il sommerso che genera in termini di fiscalità e disparità di regole. In particolare, 7mila785 (63,50%) alloggi risultano gestiti da host che mettono in vendita più di un alloggio.

Durante la 67esima assemblea regionale dell’associazione sono stati divulgati i dati riferiti alla sola piattaforma Airbnb “quindi ampiamente sottostimati – spiega una nota-, punta di un iceberg colossale, e a un periodo non ancora di alta stagione”.

La doppia faccia

“Il web rivela la sua doppia faccia – dichiara il presidente di Federalberghi Veneto Marco Michielli – Abbatte le barriere comunicative, ma insieme instaura un regime di mercato senza più regole che annienta il principio della concorrenza, a danno dello Stato e dei consumatori prima ancora che delle imprese. Abbiamo contattato tutti i parlamentari veneti affinché durante la discussione della cosiddetta "manovrina" (decreto legge n. 50 del 2017) vengano irrobustite le disposizioni relative al regime fiscale delle locazioni brevi, con l'obiettivo di far pagare le tasse a tutti e di proteggere i consumatori, i lavoratori, la collettività. Confidiamo che il Parlamento per le sue competenze mostri di aver acquisito la stessa sensibilità e comprensione del fenomeno che ormai ha la Regione Veneto. Auspichiamo che anche i sindaci inizino a fare la loro parte”.


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