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Bolkenstein, alla Camera le prove di applicazioni alternative

16/05/2017 12:30
Sugli esempi spagnolo e portoghese, Assobalneari chiede una proroga di 30 anni

La battaglia dei bagnini italiani per la proroga della Direttiva Bolkenstein giunge a una significativa svolta: Assobalneari e Federturismo in audizione alla Camera fanno notare che la loro campagna è finalmente stata compresa dall’ufficio giuridico della stessa. “Spagna e Portogallo hanno concesso proroghe fino a settantacinque anni e non è stata aperta nessuna infrazione da parte dell’Unione europea. Chiediamo che anche l’Italia prosegua su questa strada”, spiega Fabrizio Licordari, presidente nazionale di Assobalneari.

Le schede preparate dall’ufficio giuridico della Camera danno ragione alle tesi fin qui portate avanti dagli imprenditori. “Sono quattro anni che consegniamo a tutti gli interlocutori le legislazioni integrali e in lingua originale. Adesso, dopo che lo abbiamo fatto nuovamente in audizione, sembra che qualcuno se ne sia finalmente accorto; infatti è proprio in seguito alla nostra attività che è giunto questo chiarimento. Le schede sono estremamente riassuntive, ma almeno rappresentano un primo passo in avanti a conferma della verità”.

In sede di discussione del Ddl delega di “Revisione e riordino del demanio”, approdato alle commissioni congiunte Finanze e Attività produttive, sono stati portati i casi concreti che dimostrano un’applicazione differente della Bolkestein. “Per il contesto portoghese viene identificata la scelta politica di garantire alle aziende un periodo lungo che assicuri ai titolari di concessione il cosiddetto ‘diritto di preferenza’. Per la Spagna si parla invece di certezza giuridica nei rapporti di concessione e nel regolamento attuativo della legge che ha previsto una proroga fino a settantacinque anni, è stato anche introdotto il rafforzativo della preferenza per il concessionario uscente in caso di domanda di rinnovo. Questo è quello che chiediamo: ossia che si scelga politicamente di procedere ad una proroga di trent’anni per garantire certezza agli operatori italiani che comunque in qualsiasi caso devono avere un diritto a poter continuare a svolgere l’ attività che nel tempo hanno creato”.

L'approvazione della legge delega di revisione e riordino della normativa sul demanio marittimo, come sottolineato anche da Federturismo Confindustria, “rischia di modificare unilateralmente in Europa le condizioni di accesso al mercato senza garantire reciprocità con altri paesi europei, nostri diretti concorrenti, che potranno, se approvata la norma, liberamente acquisire la gestione del nostro patrimonio demaniale senza possibilità di reciprocità per i nostri imprenditori”, spiega una nota.


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