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Un’estate a Pantelleria, Club Viaggi approda in Sicilia

18/03/2016 09:00
I villaggi rivisti secondo il lifestyle Uvet fanno tornare il 35% della clientela. Enzo Carella: “Gestiamo e commercializziamo con un format fortemente fidelizzante”

“Certamente un’attività capital intensive, ma l’hotellerie soddisfa il tour operating perché permette di creare un prodotto su misura e aumentare la riconoscibilità della marca. Tassativo non innamorarsi dei luoghi e l’attività deve rimanere redditizia. L’hotel si mantenga da solo e non per il t.o. che lo vende”, così Enzo Carella, Ceo di Clubviaggi e Uvet Network spiega il percorso degli ultimi tre anni in cui il Gruppo Uvet ha sviluppato il business villaggistico, re-ingegnerizzandolo. Un triennio in cui, dalla Sardegna all’East Africa, l’operatore “ha rimesso in moto un sistema tradizionale (della vacanza tutto compreso in villaggio) che non ci convinceva più, creando valore”.

Nell'isola pantesca

Con 150 camere a Pantelleria, in un resort direttamente sul mare, Club Viaggi World Resorts amplia il portafoglio del Mediterraneo che si prepara a una delle estati più calde dal punto di vista dell’attrattività turistica. “Questa del 2016 è la nostra terza stagione piena, continuiamo sulla strada tracciata dell’offrire una vacanza che del villaggio ha rivisto in meglio tutti i servizi, della ristorazione, dell’intrattenimento, del confort”, continua il manager. Il progetto iniziato con il Santo Stefano resort nel 2013 “è oggi a reddito, ma raggiunse il risultato operativo già alla prima stagione”, precisa. L’anno scorso si aggiunsero anche Djerba e il Kenya con il celebre Twiga beach (64 camere e Spa completamente ripensati, come in Sardegna), per arrivare oggi all’approdo nell'isola pantesca. “Non mettiamo le bandierine, chiediamo alle agenzie e insieme scriviamo il format di ogni caso: per prima viene la destinazione, poi adv e product manager la frequentano per testarla, infine il contratto per la commercializzazione in esclusiva nonché lo sviluppo dei servizi e la gestione totale, solo così possiamo controllare il prodotto al 100%”, sottolinea. I villaggi sono venduti anche all’estero, ad esempio quello kenyota è ben frequentato dal turismo sudafricano. E mentre per l’inverno 2016 l’operatore del gruppo milanese cerca la struttura sulla neve, il portafoglio di medio raggio attende ancora due mete. “Oltre il 35% dei clienti diventa repeater già dopo il primo anno, si tratta di una percentuale molto elevata e che si somma anno su anno, generando reddito per le agenzie di viaggio: è questo lo scopo primario per noi”, conclude Carella. p.ba.


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