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Il Sudafrica esce dall’impasse

21/10/2015 17:00
L’anno si chiude sulla scia delle perdite per colpa di Ebola. Buona ripresa dalla primavera 2016
“La differenza con tutte le destinazioni safari è che il Sudafrica contiene in sé un’ampiezza di esperienze unica vivibili in pochi giorni”, il ministro del turismo Derek Hanekom va dritto al punto durante la consegna degli Ubuntu Awards. Per la destinazione non è stato un anno facile, le influenze negative di Ebola hanno pesato anche su di lei. Se nel 2014 gli italiani sono stati 58mila605, nei primi sei mesi del 2015 si registra un calo del 17,5%, con 20mila310 connazionali che hanno visitato il Sudafrica da gennaio a giugno. Una flessione in linea con quella del Kenya, per citare un altro Paese in cui il virus non è stato rilevato ma ha infierito nelle decisioni di vacanza.

“E’ un anno partito male sulla scia di una pessima fine del 2014, cominciano ora ad arrivare le prenotazioni del primo trimestre 2016 e segnano una decisa ripresa”, commenta Massimo D’Eredità, direttore generale de Il Diamante. L’operatore di Torino che nel 2014 movimenta 3mila passeggeri chiuderà l’esercizio in corso con 2mila400.

Sottolineare l’identità
“Abbiamo voluto dare al ministro un quadro della percezione internazionale nei confronti di tutta l’Africa e non solo di quella Australe – spiega Alessandro Simonetti, titolare di African Explorer -. Il problema è che le destinazioni non hanno una loro identità forte, quindi la criticità è stata estesa all’intero continente”. Il fatto che per la prima volta un ministro della Repubblica partecipi a un evento trade è visto come un ottimo segnale del Governo, che se ascolterà le indicazioni dei tour operator dovrà marcare ancora più significativamente l’identità culturale e peculiare del Sudafrica. “Il 2016 si annuncia come uno dei più positivi, notiamo una forte ripresa delle prenotazioni di gruppi – continua Simonetti -, ora non resta che attuare una buona comunicazione da parte dell’ente”. Sul fronte voli nulla di fatto per la ripresa del collegamento diretto, che l’industria non reggerebbe con i numeri sopra detti e la stagionalità vacanziera. “Se non ci fossero le compagnie aeree mediorientali saremmo in difficoltà”, dicono i tour operator.

Tra i premiati agli Ubuntu Awards oltre a Il Diamante e African Explorer, anche Hotelplan, Etnia Travel Concept e A Different World che conquista la nomination come “nuova promessa”. L’operatore fondato da Stefano Nori, precedentemente collaboratore per altre aziende del turismo organizzato, ha avviato l’attività in proprio un anno fa e organizza viaggi su misura la cui una spesa media si attesta oltre i 4mila euro. “L’80% effettua estensioni in altri paesi”, sottolinea Nori. Mediamente il budget del turista italiano, secondo i dati dell’ente del turismo a Milano, "si aggira intorno ai duemila euro per persona e per settimana di soggiorno”. p.ba.
 

 


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