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Uvet-Carella: "Puntiamo a creare un modello innovativo per le adv"

16/10/2015 11:45
Obiettivo valorizzare le competenze dei punti vendita e migliorare la loro marginalità. Intanto è terminato il processo di integrazione tra Uvet Network, Itn Travel Network e Travel Company. Attesa per lunedì la presentazione del progetto di riorganizzazione dell'area dedicata ai viaggi consumer
“Puntiamo a creare un modello innovativo nei prossimi mesi che permetta di valorizzare le competenze delle adv e di migliorare la loro marginalità. Non crediamo in uno sviluppo dei ricavi importanti nei prossimi anni, pertanto pensiamo di supportarle nella compressione dei costi e nella revisione del loro modello organizzativo”. E’ questa la dichiarazione di intenti di Enzo Carella, a.d. di Uvet Network.
Come si fa innovazione in ambito distributivo oggi? A detta del manager “migliorando e razionalizzando i processi di relazione all’interno delle adv - afferma a Guida Viaggi -, nell’erogazione del servizio verso il cliente, nella capacità di essere disponibili ad un pubblico sempre più ampio”. Si innova mettendo in atto “processi più razionali di relazione con i fornitori e con la rete distributiva”. I vantaggi? Risparmiare. “In termini di soldi, negli acquisti oltre alla possibilità di comprimere una sezione dei costi, che può rappresentare un differenziale per il futuro nella sopravvivenza di un punto vendita”.

Integrazione terminata
Sul fronte delle strategie, Uvet è partito da tempo con un processo di integrazione delle tre reti, Uvet Network, Itn Travel Network e Travel Company, che è terminato alla fine di questo anno. “Siamo approdati ad un unico network, con un’unica organizzazione”, spiega il manager. A seguito di ciò le adv delle tre reti “sono confluite in un progetto più ampio denominato Club Viaggi, dedicato a valorizzare le peculiarità di ognuno”.
Per intenderci la parola Club racchiude in sé una pluralità di significati, se così si può dire. Sta per “club di prodotto, di esperienze, di conoscenze. All’interno del progetto Club Viaggi le adv provenienti da esperienze differenti sono confluite, apportando le loro competenze, il loro know how, per partecipare ad una rete distributiva più ampia che possa essere credibile nei confronti del consumatore”. Club Viaggi non identifica però solo il fronte distributivo. “E’ un brand a cappello - aggiunge il manager, mutuando un termine caro al marketing -, che identifica la rete distributiva, ma anche alcuni prodotti esclusivi fatti dal gruppo, o personalizzati attraverso l’esperienza dei nostri t.o. partner - asserisce Carella -. E’ anche un brand di gestione alberghiera, grazie al quale le adv possono avere prodotti identificati, unici, distribuiti in esclusiva, il che accresce il valore di fidelizzazione alla nostra rete”.

Nessun accordo in vista
I prossimi step del piano di sviluppo? Non sono previsti accordi con altre reti. Questo viene detto molto chiaramente. “Gestiamo i nostri servizi in esclusiva per le nostre adv, è una delle nostre peculiarità - motiva il manager -, e pensiamo di continuare in questo modo”.
Secondo quanto dichiarato da Carella, il gruppo non persegue un obiettivo di crescita della numerica (numero di punti vendita, ndr), ma in termini di “qualificazione della nostra proposizione come valore aggiunto da parte delle adv verso il consumatore e della rete verso le adv”.
Sono quattro i cardini su cui ruota il discorso: tecnologia, marketing, prodotto e formazione. In linea con un percorso iniziato cinque anni fa. Ambiti su cui il gruppo continuerà a lavorare e a perfezionare la sua idea. 
Intanto si attende la giornata di lunedì prossimo, per venire a conoscenza della novità del gruppo e di come Uvet intenda riorganizzare l’area dedicata ai viaggi consumer. s.v.
 

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