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Gebta Italia, il contenzioso con Iata vira sul fiscale

29/07/2013 10:59
Ai motivi di discussione già noti e fonti di attrito tra agenzie e compagnie aeree, la sede italiana dell'associazione di turismo d'affari aggiunge una questione normativa
Gebta Italia e Iata, si apre il contenzioso anche sulla normativa fiscale. Riceviamo e pubblichiamo, infatti, una lettera aperta diramata dalla sede italiana dell'associazione europea di agenti di viaggi specializzati nel turismo d'affari, che oltre a ricordare le materie di discussione già in essere tra adv e compagnie aeree, segnala anche lo spostamento degli attriti sul fronte fiscale:

'Dato che non c’erano abbastanza motivi di discussione fra agenzie di viaggi e vettori aerei, dall’abuso di posizione dominante all’azzeramento delle commissioni, dal costo delle fidejussioni agli Adm falsi o sbagliati, dalla mancanza di trasparenza dei dati di volato all’assenza di autorizzazione per gli istituti di pagamento del circuito Bsp, ora il contenzioso si sposta anche sulla normativa contabile e fiscale, che, pur nella sua farraginosità tipicamente italiana, dovrebbe essere ben regolamentata.
Il tutto nasce dalla richiesta di consulenza giuridica rivolta da Gebta Italia all’Agenzia delle Entrate circa i documenti fiscali da registrare nel caso di contabilità tenuta in regime di compravendita. E’ infatti ben evidente e chiaro da molti anni che un agente di viaggi ha la facoltà di registrare le proprie attività con regimi fiscali differenti, in base al tipo di mandato ricevuto dal cliente finale e di servizi erogati. Peraltro questa facoltà diventa obbligo nel momento in cui il mandato dell’agente è senza rappresentanza e il cliente finale richiede una fattura per i servizi erogati, cosa peraltro già effettiva da molto tempo e in essere anche per altri servizi, come quelli alberghieri.
Nulla di strano quindi nell’interpello di Gebta, volto soltanto a sapere se l’attuale documentazione ricevuta dagli agenti di viaggio Iata (rendiconti Bsp) fosse sufficiente per un sistema contabile in regime di compravendita. L’agenzia delle entrate non ha correttamente fatto una piega rispetto alla domanda di Gebta, ma ha semplicemente chiarito che il rendiconto Bsp non è un documento fiscalmente rilevante ma solo un documento statistico e che è quindi facoltà dell’agente di viaggio chiedere in anticipo alla compagnia aerea una fattura riepilogativa per i biglietti di viaggio che saranno emessi in un periodo di riferimento.
Peccato che alla richiesta degli associati Gebta vi è stata la levata di scudi di Iata, la quale, totalmente ignara della normativa di riferimento, ha comunicato a Gebta Italia e ai propri vettori che il sistema Bsp non consente all’agente di comprare i biglietti in quanto gli stessi, fiscalmente riconosciuti come scontrini, sono emessi in nome del passeggero.
Vero, ma il passeggero è spesso il beneficiario di un contratto senza rappresentanza fra un mandante (azienda) e un mandatario (agenzia) e, come per tutti gli scontrini fiscali, è facoltà del cliente e obbligo del fornitore (compagnia) chiedere in anticipo l’emissione di una fattura. Dato, peraltro che le compagnie sono pagate dalle agenzie, non vi è alcun dubbio che sia facoltà di queste ultime chiedere ciò che è lecito. Evidentemente però, per chi gode di una posizione dominante, anche il rispetto della normativa perde di significato'.

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