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Travel Co-Ceriani: ‘Con Uvet un progetto di sviluppo’

07/03/2013 12:33
Il presidente del network di Cuneo spiega a Guida Viaggi i motivi alla base dell’operazione di acquisizione da parte del gruppo capitanato da Luca Patané; partendo da un’analisi dei cambiamenti che hanno interessato il settore, con una situazione di recessione che aiuterà ad affrontare “il problema dell’espulsione dal mercato di quel 30% di adv, nate da strategie speculative, che sono un boomerang per il turismo organizzato”
“Lavoriamo all’unisono, è come se fossimo un’unica realtà”. Esordisce così Corrado Ceriani, presidente di Travel Co, nel commentare a Guida Viaggi l’operazione di acquisizione, al 100%, del network di Cuneo da parte di Uvet-Itn. Travel Co, con questa operazione, porta in dote 310 adv al gruppo capitanato da Luca Patanè. Un’operazione che è l’epilogo di una collaborazione esistente da tempo.
Per capire i motivi di una simile mossa Ceriani si sofferma sui cambiamenti che hanno interessato il settore, osservando che ci sono “realtà organizzate, illuminate professionalmente che investono su strumenti di sostegno indispensabili all'attività dell’adv; network che sviluppano economie di scala tra di loro per affrontare investimenti sempre più impegnativi. Stanno cambiando alcuni aspetti organizzativi - afferma Ceriani - la funzione di grossista nel passato recente era demandata altrove ora è un nuovo vestito di alcuni network e la tecnologia è diventata sempre più funzionale all’attività di vendita”. Il manager fa riferimento a quelle che definisce “adv professionali”, che a suo avviso “avranno un futuro più importante ed emergeranno con forza perché necessarie al mercato”. La crisi, infatti, vedrà la caduta di chi non possiede tali requisiti. “Un problema che forse la situazione di recessione di mercato ci aiuterà ad affrontare - aggiunge a tal proposito il manager - è l’espulsione dal mercato di quel 30% di adv, nate da strategie speculative, che sono un boomerang per il turismo organizzato”.
Non solo, a tutt’oggi “il 50% di chi andava in vacanza è rimasto a casa. La potenzialità del mercato di circa 25 milioni di persone esiste, ma dobbiamo definire progetti atti ad attrarre la clientela. Non sono più sufficienti la speranze di vendita, ma tra adv e t.o. si deve consolidare un’intesa di adeguate risposte economiche senza le quali le rispettive imprese non si reggono in piedi”.
Dal canto suo Ceriani è ottimista, “perché stiamo lavorando ad una trasformazione dei rapporti tra gli attori del turismo - afferma - e tramite una ricognizione del bisogno emergente, copriremo le carenze del sistema turismo a garanzia del futuro dei nostri colleghi”. Questi, fa presente il manager, “sono i motivi che, trovandoci allineati a logiche professionali, ci hanno portato a far confluire la decennale amicizia in un progetto di sviluppo che, uniti, ci permetterà di garantire ai nostri associati indipendenza dai fornitori, sostegno alla loro professionalità, e profitto per le loro imprese”. s.v.

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