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Un divorzio Gentile

18/01/2013 09:01
Intervista all’ex presidente di Meridiana fly Air Italy. L’incontro con Scaramella ai tempi della due diligence su Air Italy per Bain&Cuneo. Il Chapter 11 mancato. Il futuro del charter. Quindi le dimissioni e la transazione di vendita delle quote del 38%. Tutto in 17 mesi e mezzo. Solo affari, certamente, ma un pezzo di cuore rimane in Sardegna\r\n
Diciassette mesi e mezzo: tanto è durata l’avventura del comandante Giuseppe Gentile e della sua squadra Air Italy in Meridiana fly. Dal 18 luglio 2011 al 15 gennaio scorso, data del divorzio per divergenza di opinioni. Un grande feeling con il principe Aga Khan ha sempre contraddistinto i rapporti tra le parti e con Roberto Scaramella, che prima di diventare l’uomo di fiducia in Akfed e aviation director era in Bain&Cuneo a svolgere la due diligence su Air Italy. Quando si dicono le traiettorie nei cieli… “Conosco Scaramella da 10 anni e non poteva capitare di meglio alla compagnia, siamo molto simili, è un decisionista, uomo molto attivo, sono contento di lasciargli la mia creatura (Air Italy, ndr)”, commenta il comandante Giuseppe Gentile a Guida Viaggi.
Gentile e Scaramella s’incontrano nel momento in cui il fondo di Gianfilippo Cuneo valuta se investire nel vettore di Gallarate, dopo l’analisi di Scaramella ci mette 6 milioni. Ma torniamo al 2012, la “giostra” gira da tutt’altra parte e le strade del principe ismaelita, che ancora una volta decide di non abbandonare la Sardegna, divergono da quelle del comandante, che ancora crede nel charter e nei viaggi organizzati. “Sì, credo che prima o poi si riprenderà, se i consumatori riacquisteranno fiducia – dice Gentile -. La crisi economica e finanziaria ha spazzato via i tour operator, ma la comodità del servizio all inclusive tornerà in auge. Il charter avrà i suoi up&down, però non sparirà. Dovrà diventare di qualità, quello di massa è finito”.
L’avventura Meridiana, intanto, è chiusa e il patto di confidenzialità di Giuseppe Gentile non può essere tradito. Ma cosa è accaduto? Perché il progetto di salvataggio del Gruppo non è andato avanti con l’asse Gentile-Notari e i soci che detenevano oltre il 38%? Ecco perché: L’Aga Khan non ha accettato la soluzione del concordato preventivo di continuità, quel “Chapter 11” all’italiana introdotto solo nello scorso autunno e al quale Blue Panorama ha fatto ricorso. Per Gentile e la sua squadra era l’unica soluzione per andare avanti. Invece il principe preferisce una nuova iniezione di capitali e questo avrebbe significato per i soci Air Italy dover diluire le quote e arrivare all’azzeramento della loro partecipazione. Di qui il divorzio, tout court. Divergenza di vedute sulle prossime procedure per affrontare il debito. Dunque, la conseguente vendita di quel 38,71% del capitale sociale di Meridiana fly, riacquistato da Meridiana spa di cui il fondo Akfed è azionista di controllo.

GV: E ora che futuro aspetta la compagnia, anzi le compagnie, visto che Air Italy resta “in Sardegna”?
“Il piano che abbiamo lasciato è l’unico percorribile – osserva Gentile -, il Cda lo ha approvato, dunque non è stato giudicato un cattivo progetto. Si tratta di un piano di sopravvivenza non di risanamento, visto che 2013 e 2014 sono stimati anni ancora più difficili. Abbiamo eliminato altri dieci aerei, come noto, e attivato una nuova cassa integrazione. Sono contento di essere riuscito ad assicurare ai 1.400 dipendenti i vecchi regimi, cioè l’80% dello stipendio per 2+3 anni”.
GV: La posizione debitoria? E’ aumentata o diminuita durante il vostro operato?
“Leggermente aumentata. Abbiamo ridotto le perdite, da 110 milioni a 65”.
GV: Lascia Air Italy, in quali condizioni?
“L’abbraccio con Meridiana è stato mortale. Quando l’abbiamo conferita la posizione debitoria era minimale, avevamo finanziamenti per 9 milioni da una banca più i vari leasing, cifre irrisorie. Anche perché le banche non ci davano molto”.
GV: Perché tanto astio in alcuni commenti di ex dipendenti di Meridiana nei suoi confronti?
“Solo una minoranza, che non ha capito che il mondo è cambiato e ha messo a rischio il posto di lavoro a quella maggioranza che tiene all’azienda e al proprio mestiere. Ma la maggioranza è silenziosa rispetto alla minoranza, che non ha mai avuto il coraggio di firmarsi con nome e cognome. Come si fa a non capire che se un’azienda è in crisi occorre fare sacrifici, dopo che hanno sperperato precedentemente?”.
GV: Come vi siete lasciati con il principe?
“Nessuna lite, un gran signore come sempre. Di questo ho letto le fesserie più assurde. Ma perché i giornalisti non mi chiamano e me le chiedono le cose?”.
GV: Veniamo alla favolosa sua “buonuscita” che mano mano che passano i giorni è scesa dai 25 ai 14 milioni di euro. Cosa può dirci?
“Che non c’è stata nessuna buonuscita milionaria, anzi forse ci ho anche rimesso considerato quanto ci avevo investito. Ma non posso divulgare cifre”.
Ora il comandante è in partenza, per un anno almeno. Il patto di non concorrenza per iniziative “aeronautiche” è per 10 mesi in realtà. Intanto scierà e rimetterà in acqua la barca a vela, da un anno e mezzo senza capitano. “Alla prossima compagnia!”, è il suo arrivederci. (p.ba.)

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