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Sarà un 2020 di continuità

20/01/2020 - numero Edizione 1584

Intervista alla presidente Fiavet Ivana Jelinic, che prevede la conferma dei top seller del 2019

Spagna, Francia e Grecia nel Mediterraneo – con il mare Italia che tiene – e poi Regno Unito nel Nord Europa e il duo Usa-Giappone sul lungo raggio. Sono state queste le destinazioni più performanti del 2019 in adv secondo Ivana Jelinic, presidente nazionale di Fiavet. Sul lungo raggio, la manager aggiunge che tra il paese di New York e quello di Tokyo “un po’ di cannibalizzazione di quest’ultimo sul primo è un elemento verosimile, perché il Giappone sta oggettivamente godendo di un momento molto felice”. Per quanto riguarda i Caraibi, “la situazione è abbastanza stabile – spiega Jelinic - ferme restando le oscillazioni che hanno ogni anno: ad esempio Cuba ha senz’altro perso qualche punto. Bisogna tener conto del fatto che si tratta di un bacino di destinazioni molto ampio, tra Grandi e Piccole Antille, e che spesso ci finiscono dentro anche il Messico e la Florida: ma come macroarea si sono confermati nel 2019 sostanzialmente stabili nel gradimento degli italiani, malgrado l’Oceano Indiano stia via via acquisendo forza anche in termini di volumi”.
A proposito delle sorprese registrate in agenzia, Jelinic osserva  in positivo che “i dati ci raccontano il grande ritorno, ormai conclamato, dell’Egitto, e una tenuta e un progressivo ritorno della Turchia, malgrado i vari elementi di sfavore che si sono succeduti nel 2019”. Sul versante delle delusioni, invece, “è perdurata, in negativo, la progressione difficoltosa della Tunisia, che ha performato sotto le aspettative”.
Abbiamo detto della sostanziale tenuta del mare Italia, che secondo la presidente Fiavet “ha la fortuna di cavarsela sempre: la stagione si chiude quasi sempre positivamente, con alcune località che sono andate meglio di altre, ad esempio quest’anno la Sicilia e la Costiera Amalfitana hanno consolidato le loro posizioni. Quanto alla prossima estate, ho l’impressione che la situazione rimarrà stabile, le scelte degli operatori vertono ancora una volta sulle regioni consolidate, sui territori a maggiore vocazione turistica. Se la situazione politica del Mediterraneo resterà la stessa, per stabilità, non vedremo particolari picchi”. A livello internazionale, la previsione è - anche qui - di una “sostanziale riconferma di destinazioni già conosciute. Ma rileviamo una sensibilità sempre maggiore da parte degli operatori verso destinazioni meno note: per diversificare il prodotto, certamente, ma anche per venire incontro a una domanda di novità che emerge dalla clientela. E’ l’esempio del Senegal, che abbiamo visto affacciarsi sul mercato con l’apertura di villaggi a gestione italiana nel 2019, e che è certamente una destinazione da attenzionare anche per il prossimo futuro”. Quanto al comparto delle crociere, chiediamo a Jelinic se pensa che il 2020 possa veder finalmente crescere, oltre al numero assoluto di crocieristi, anche il tasso di penetrazione percentuale di questo tipo di prodotto, ancora fermo all’1,4% in Italia: “Credo che i numeri possano aumentare sensibilmente – risponde lei -. E’ un mercato con enormi margini di crescita, con una tendenza consolidata sui repeater e una penetrazione sul mercato ancora abbastanza flebile: un incremento potrebbe esserci. Come mondo agenziale, richiediamo però al settore cruise una gestione della policy a tutto tondo più attenta. Ad esempio ha penalizzato in qualche forma il canale una sottostima rispetto alle sue potenzialità: ci vuole un’attenzione maggiore sulle commissioni e sui servizi per le adv, che incoraggerebbero le vendite. C’è a volte questa dicotomia, presente in tutto il mondo degli operatori, tra le intenzioni verso le adv e le policy effettive”.
E quella di una “maggior coerenza - in tutti gli ambiti - tra ciò che si dichiara e le policy che vengono poi applicate, anche su cose molto pratiche come le commissioni e le politiche di gestione” è uno dei temi che Jelinic mette sul tavolo per il 2020, chiedendo “un maggiore atteggiamento di compliance tra le adv e gli operatori, che potrebbe essere più produttivo”. Stessa questione si lega al mondo dei network, in un panorama nel quale “si stanno consolidando in maniera abbastanza definita i maggiori player e il mercato è segmentato in sezioni abbastanza definite: non prevediamo rivoluzioni”. Alla politica, invece, “chiediamo maggiore ascolto per le esigenze del canale agenziale, più apertura al dialogo e al confronto, con prese di posizione chiare sulle maggiori criticità, in ambito amministrativo, normativo e della tassazione. Sono imprese, le adv, che hanno bisogno di una serie di strumenti a supporto proattivi che possano renderle competitive sul piano nazionale e internazionale. La sfida è sempre meno interna e sempre più esterna, specie sui temi come la fiscalità – anche in relazione alla tassazione dei concorrenti multinazionali online -, il costo del lavoro e la parte normativa, sempre più pressante e opprimente. Le adv devono essere messe in grado di lavorare serenamente”.                             



Gianluca Miserendino

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