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I nodi da risolvere

20/01/2020 - numero Edizione 1584

“La promozione in generale, soprattutto all’estero, è fondamentale, perché incrementa i turisti dall’estero”. E’ il pensiero di Rebecchi, che aggiunge: “Gli stranieri hanno, come si è detto, una permanenza maggiore, il che apporta benefici sul territorio in un circolo virtuoso”. Ma proprio la promozione sembra rappresentare uno dei tasti dolenti dell’incoming: “E’ tra i primi problemi - commenta il presidente di Assoviaggi -, perché abbiamo un sistema Paese con un federalismo imperfetto. L’autonomia delle regioni ha prodotto una promozione disordinata”. C’è da riconoscere che in Spagna, il cui sistema non è poi tanto diverso dal nostro e dove le autonomie non mancano, “il tema turismo ha un coordinamento nazionale. Noi dovremmo uniformare la promozione come sistema Paese”. Non è questo l’unico aspetto di difficoltà, c’è anche “la tassa di soggiorno: un turista che viene in Italia si ritrova davanti a differenti importi a seconda delle regioni. In più siamo il Paese con l’Iva più alta per la ricettività. E infine l’ospitalità complementare non è regolamentata”. Ci vorrebbero, insomma, “semplicità e burocrazia uguali per tutti”. Sulla stessa linea Gino Acampora. “I problemi sono tanti: manca principalmente una regia unica del turismo in Italia, i nostri politici non hanno ancora recepito l’importanza e l’impatto del settore sull’economia, spesso il turista viene visto come soggetto da spennare, perché poi non vota”. Dal canto loro  gli operatori stranieri “non accettano questi continui aumenti che i vari comuni applicano, come Ztl, parcheggi, tassa di soggiorno, aumenti spesso inviati last minute senza alcun preavviso”. Altro problema è la “confusione tra le leggi italiane sul turismo, che variano da regione a regione, ed in alcuni casi anche da provincia a provincia, non c’è uniformità. Infine il costo del personale e le tasse che le aziende pagano spesso ci rendono poco competitivi”.                   



Nicoletta Somma

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