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Bilancio positivo per l’inbound

20/01/2020 - numero Edizione 1584
A darne conto non solo Enit, ma anche la produzione e la distribuzione. Brexit e crisi in Germania non sembrano al momento impattare più di tanto

L’incoming regge. Il bilancio dell’anno appena concluso è, infatti, sostanzialmente positivo. A darne conto non solo Enit, ma anche la produzione e la distribuzione. Dall’Agenzia nazionale provengono dati con il segno “più”. “L’Ufficio Studi Enit rileva fino a settembre 2019 un aumento dei flussi e della spesa turistica dall’estero in Italia rispetto allo stesso periodo del 2018 - testimonia il direttore marketing Maria Elena Rossi -: i viaggiatori alle frontiere, pari a 76,2 milioni, sono in crescita del +2,0% circa, i pernottamenti, 329 milioni, aumentano del +4,6%, mentre la spesa turistica, 35,7 miliardi di euro, si incrementa del +6,4%. Tra i principali Paesi di origine, la Germania mantiene il primato per tutti e tre gli indicatori. In termini di spesa, aumenti a doppia cifra per Austria (+12,3%), Stati Uniti (+11,6%) e Canada (+19,7%)”. Lato t.o, anche Acampora Travel testimonia: “Nonostante un inizio difficile nei primi mesi dell’ anno - afferma il managing director Gino Acampora -, da giugno in poi il mercato si è ripreso bene ed abbiamo chiuso una buona stagione, con aumento del fatturato”. Si esprime in modo simile la distribuzione: “La tendenza è quella di un anno importante - dice il presidente di Assoviaggi Confesercenti Gianni Rebecchi - anche se i dati definitivi saranno comunicati nei prossimi mesi. Il 2019 dovrebbe essere, comunque, in crescita, soprattutto nel rapporto percentuale dei turisti stranieri: questi ultimi spendono di più sul territorio e permangono più a lungo. Si stima, infatti, che tra il 75 e l’80% di questi consumi rimanga sul territorio”. Ad avere registrato un aumento  dei flussi stranieri sono state in particolare le città d’arte medio-piccole, evidenzia il presidente.
Le prospettive 2020  Ma quali sono, allora, le prospettive per il 2020? “Il Piano Annuale 2020 di Enit - risponde Rossi - punta sulla sostenibilità. Anche dall’analisi delle performance attuali si rileva come alcune strategie di prodotto siano particolarmente premianti. E’ il caso del turismo culturale, anche legato ai piccoli centri italiani e alle città d’arte minori. In Italia ci sono 5.570 comuni con una popolazione di meno di 5.000 abitanti, i cosiddetti Borghi dove si colloca il 64% dei 55 siti Unesco italiani. Questi sono luoghi che offrono insieme 56mila alloggi (il 27,4% del totale alloggi) per 1,4 milioni di posti letto (27,3%). In totale, attirano oltre 21 milioni di arrivi per circa 90 milioni di notti di visitatori italiani e internazionali”. Secondo Acampora la stagione 2020 si presenta “difficile, sia in considerazione di Brexit, che potrebbe avere un impatto negativo, sia della crisi economica dei principali Paesi europei, a differenza di quelli dell’Est Europa, dove la situazione è migliorata. In più c’è la ripresa degli altri mercati nel Mediterraneo, maggiormente Turchia ed Egitto e in parte Tunisia, che dopo alcuni anni di stasi, si sono ripresi alla grande e certamente porteranno via business all’ Italia, anche perché sono molto più competitivi, avendo costi più bassi rispetto ai nostri”. Il managing director sottolinea, inoltre, come negli ultimi anni,  a fronte della crescita del business in Italia, molti alberghi e fornitori abbiano aumentato le loro tariffe, mentre mercati come Turchia ed Egitto, venendo da anni di sofferenza, abbiano lanciato tante offerte, “per cui il gap tariffario tra l’Italia e questi Paesi è aumentato ancora di più e potrebbe essere un grosso problema”.     Nel 2020 “se faremo le operazioni giuste potremo avere ottimi risultati - sostiene il presidente di Assoviaggi -. Il territorio italiano è ben raggiungibile, con collegamenti non solo stagionali. Dobbiamo, però, migliorare i piani di comunicazione rispetto ai competitor come Francia e Spagna e il turismo deve essere considerato considerato un asset strategico”.
Nonostante tutto, la crisi economica in Germania non ha influito più di tanto sull’incoming: “E’ comunque un Paese fedele all’appeal verso l’Italia - afferma Rossi -. La prossimità tra il nostro Paese e la Germania incentiva i viaggi in auto che rafforzano il brand Italia come destinazione preferita e crea una rete di attori territoriali che operano sinergicamente. Ad oggi il 30 per cento dei turisti che visita l'Italia è dell'area Dach: Germania, Austria, Svizzera  scoprono l'Italia al volante”. Sulla stessa linea Rebecchi: “I tedeschi rimangono tra i primi turisti nel nostro Paese. Probabilmente sentiremo gli effetti delle recenti tensioni nell’area del Golfo, che potrebbero favorire la scelta dell’Europa”. Rebecchi non ritiene, invece, che la Brexit possa avere un impatto: “Gli inglesi sono abituati a viaggiare e la sterlina sta riacquistando potere. Siamo piuttosto noi italiani che dovremo fare attenzione a quali documenti saranno necessari dal 2021”. 

I mercati  Su quali nuovi mercati si intende lavorare? “L’Italia piace sempre di più agli stranieri soprattutto da mercati come Usa, Cina e Russia su cui si continuerà a puntare - spiega il direttore marketing di Enit -. Sono oltre 121 milioni i passeggeri internazionali transitati negli aeroporti italiani nel 2018, con un incremento del +7,2% sul 2017: dall’Ue il traffico passeggeri vede un aumento del +5,6% mentre dall’extra-Ue la crescita è del +11,2%. Per il primo semestre 2019 le prenotazioni sui voli di linea dall’estero verso il nostro Paese garantiscono già un trend in aumento rispetto al 2018 (1° gennaio – 30 giugno): l’Italia cresce del +2,8% sul medesimo periodo del 2017 come la Francia, mentre la Spagna perde il -7,6% delle prenotazioni internazionali”. In particolare, specifica la manager, crescono per il primo semestre 2019 i flussi aeroportuali in Italia dagli Usa (+27,7%) dalla Cina (+18,8%) e dalla Russia (+6,8%). Se si considerano i primi 8 mesi del 2019, la crescita delle prenotazioni aeree sale al +3,2% su gennaio-agosto 2018. L’aumento dei flussi aeroportuali in Italia è trainato dagli Usa (+29,4%) e dalla Cina (+20,1%). Rispetto ai competitor, il Belpaese cresce a differenza della Spagna che perde l’8,7% e si trova più o meno in linea con il risultato della Francia dove, nel periodo considerato, le prenotazioni aeree aumentano del +3,0%.  Ancora positivi i risultati fino a fine anno (1° gennaio-31 dicembre): per l’Italia risulta il 4,7% in più in termini di prenotazioni voli dall’estero, grazie all’aumento dei flussi dagli Stati Uniti (+29,9%), dalla Cina (+20,4%) e dalla Russia (+5,8%).   In casa Acampora “in termini di segmenti di mercato, stiamo puntando sulla costruzione di nuovi tour, alcuni anche in treno, oltre alla parte crocieristica, per i servizi escursioni nei vari porti”.                            

 

 



Nicoletta Somma

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