EDITORIA - EVENTI - SERVIZI  DAL 1972 AL SERVIZIO DEL TURISMO PROFESSIONALE

 
HOME > Magazine - Focus - Marketing

Il prezzo nel turismo: gli studi in Turchia

20/01/2020 - numero Edizione 1584

Uno studio di Hakan Boz, Aytug Arslan e Erdogan Koc della Facoltà di economia turistica della Bandirma Onyedi Eylül University in Turchia si è concentrato sul valore del prezzo nel turismo, perché su un bene materiale è molto facile individuare il prezzo, mentre per un servizio è complesso. Nel turismo si ha il massimo delle variabili emozionali. Tra gli esempi che riporta lo studio, quello di un hotel a Newcastle, nel Regno Unito, che più aumentava i prezzi e più le camere si riempivano, senza modificare l’assetto dell’offerta. Questo fa capire che il prezzo fa di per sé già emettere un giudizio di valore, ferme restando le alternative nello stesso segmento di mercato (la categoria dell’hotel in questo caso). Il turismo è un bene volatile, ha bisogno di investimenti importanti riguardanti gli aspetti emotivi più personali. Per queste caratteristiche il neuromarketing viene ritenuto uno strumento di analisi decisivo soprattutto per gli Enti del turismo: “Perché - si afferma nello studio – si deve convincere qualcuno a investire molti soldi per comprare qualcosa che non ha mai visto e che dovrà dargli delle emozioni”.
Secondo gli studi effettuati, il 95% degli acquisti è dettato dalle emozioni capaci di suscitare le destinazioni. E a fine viaggio, più alto è il grado di soddisfazione, maggiore fedeltà si sviluppa al marchio (o alla destinazione) e minore la sensibilità sul prezzo.
Non solo: se si riescono a capire le attitudini del consumatore il gioco è fatto. Secondo le ricerche universitarie, infatti, le persone concentrate su se stesse, ad esempio, sono disposte a pagare un prezzo più alto per una destinazione che esalti la propria immagine di individuo nella società.
Tuttavia, attualmente, la maggior parte delle aziende si avvalgono del neuromarketing soprattutto per il sito. Si fa attenzione a dove l’utente guarda. Per primo di solito la pubblicità, le offerte e per questo sono decisivi i colori (il blu si guarda sempre dopo il rosso, ad esempio). Nessuno fa caso al logo, perché di solito l’utente già sa di chi stiamo parlando (si pensi in Italia ai marchi storici del turismo). Infine, la storia che tutto ciò che è in alto a destra è la prima cosa che attira l’attenzione non è sempre vera.
Il tour operator turco, case history in questione, ad esempio, ha una foto di una famiglia felice in questa posizione che è ampliamente surclassata da un’offerta centrale con un font arancio per indicare lo sconto attivo per il “prenota prima”.                                    



Letizia Strambi

TAGS

COMMENTA

Ultime News

Guarda tutte
Registrati

Follow Us